Blog: http://teoraventura.ilcannocchiale.it

seconda edizione



Da oggi sarà disponibile la seconda edizione del mio libro.



Ringrazio tutti i miei lettori, che dal 15 novembre ad oggi hanno acquistato, sostenuto, pubblicizzato il mio lavoro.


Un particolare ringraziamento ai miei compaesani, i teoresi, che hanno dimostrato attenzione e affetto nei miei confronti. Spero di aver dato il mio contributo a costruire un pezzettino di memoria collettiva della nostra comunità.


Una precisazione va fatta: le copie fin qui distribuite sono state 500. Gli unici soggetti istituzionali che hanno sostenuto il libro sono il comune di Avellino e l'Archivio Storico della Camera del Lavoro CGIL di Avellino.

Nessun altro comune, men che meno quello di Teora, ha deciso di acquistarne copia per le biblioteche, per le scuole, per archivi etc.

Naturalmente c'è tutto il tempo per farlo, i tempi istituzionali sono drammaticamente lenti, in particolare dalle nostre parti.
Anche la motivazione economica non regge: il libro costa 13 euro, e di solito i comuni spendono ben altre cifre per altre iniziative (anche a Teora è avvenuto di recente per il libro di proverbi a cura del prof. Racioppi, iniziativa lodevole e condivisibile).

Per il mio libro non ho chiesto patrocini e contributi perchè questo lo avrebbe inevitabilmente legato a una committenza e quindi ne avrebbe condizionato il valore complessivo.

Questo permette comunque di essere ancor più soddisfatto del risultato: il mio libro ha camminato sulle sue gambe, senza sostegni istituzionali a monte, senza sponsor politici, senza padrini. La consapevolezza di aver fatto tutto da solo, con il sostegno di pochi e splendidi amici, che ringrazio, rende tutto questo ancora più soddisfacente.


Però un pensiero, che si collega anche all'articolo precedente, quello sull'emigrazione, viene da fare: se, di fronte a chi vuole dare il proprio umile contributo alla sua terra, la risposta delle istituzioni e di chi ha responsabilità amministrative  è questa, la prima reazione, quella naturale è: chi me lo fa fare?


Francesco De Sanctis, nel 1860, diceva: chi non ha santi, non va avanti.  


Per fortuna c'è sempre una seconda reazione, che è quella di chi vuole insistere, con "il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà".

Pubblicato il 4/2/2011 alle 11.0 nella rubrica Terremoti e dintorni.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web