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Piccola storia di Addaì



Tra le conseguenze delle scelte sulla sanità in Irpinia, è apparsa sui giornali una vicenda singolare; è la storia di Addaì Kwaku, un ghanese di cui non si conosce l’età.

Il 118 aveva trovato l’unico letto disponibile a Bisaccia, dopo che Addai era caduto dall’impalcatura in un cantiere di Castel Volturno.Da allora, Addaì non ha più ripreso conoscenza e vive sospeso in coma neuro-vegetativo in un letto del reparto di lungo degenza del «Di Guglielmo».

Da ottopagine si legge che, "grazie alle ricerche di una associazione di volontariato, si è venuti a conoscenza che Addaì ha lasciato in Ghana moglie e quattro figli i quali per due anni, dal giorno dell’incidente, avevano perso ogni contatto con il proprio congiunto che ora difficilmente rivedranno: troppe le difficoltà di ordine burocratico ma, soprattutto, troppi i soldi che servirebbero per il viaggio in Italia. A Bisaccia è arrivato il fratello, Isaac, che era anche lui a Castel Volturno. I medici e il personale dell’ospedale destinato a chiudere, continuano ad accudire Addaì Kwaku in attesa dello smantellamento del presidio ospedaliero".

Non ho citato questa storia per suscitare chissà quali compassioni o pietà; è una storia che andava raccontata, per far aprire gli occhi su cosa è oggi, fuori dagli stereotipi, l’Irpinia.


Pubblicato il 25/9/2010 alle 2.19 nella rubrica Diario.

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