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L'assistenzialismo è peggio della peste, perchè i malati sono contenti (Ettore Chirico).


Diario


29 agosto 2011

La fabbrica del terremoto

Felicità interna lorda -Il Sentimento dei luoghi è andato in archivio; abbiamo discusso, condiviso, cenato e ballato al ritmo di Negro.
Il bilancio del gruppo che ci ha lavorato con dedizione e passione, la parola chiave del nostro lavoro, è estremamente positivo. Uso le pagine del mio blog per ringraziare coloro i quali hanno reso possibile questa avventura, e quelli che incroceremo lungo il nostro prossimo cammino. Ma soprattutto un grazie ad ogni singolo, stupendo componente dell'Osservatorio sul Doposisma che ho l'onere e l'onore di coordinare. 

Qui trovate l'editoriale del direttore del Mattino di Avellino, Generoso Picone, sul nostro rapporto 2011.
Qui l'articolo pubblicato sul Mattino del 25 agosto.

La fabbrica del terremoto e il destino delle aree interne

Stefano Ventura

Parte oggi a Pertosa e Auletta il festival “Felicità interna lorda – Il Sentimento dei luoghi”. Organizzato dalla Fondazione Mida e dall’Osservatorio Permanente sul Doposisma, il Festival si svolge negli stessi giorni (dal 25 al 27 agosto) e negli stessi luoghi del Negro Festival, un appuntamento musicale giunto ormai alla sedicesima edizione e che quest’anno vedrà esibirsi alle Grotte dell’Angelo di Pertosa artisti del calibro di Goran Bregovic, Mannarino, Parto delle Nuvole Pesanti e Yalda.  

Nel corso del Festival verrà presentato il rapporto 2011 dell’Osservatorio sul Doposisma, intitolato “La fabbrica del terremoto. Come i soldi affamano il Sud”. L’Osservatorio permanente sul Doposisma è nato per stimolare discussione attraverso i dati, le fonti e le indicazioni che provengono dalla ricerca applicata. L’anno scorso la ricerca ha indagato su  “Le macerie invisibili” di 30 anni di terremoti italiani, con una comparazione sui costi delle diverse emergenze.

Il nuovo filone di indagine ha preso in esame i condizionamenti e le dinamiche innescate nelle aree terremotate dall’intervento di sviluppo industriale programmato nella legge di ricostruzione (la 219/81) e cosa accade dopo un disastro a livello macroeconomico.

A discutere di questi e altri temi interverranno, tra gli altri, i governatori Caldoro, Di Filippo, Marini e Tondo, il sindaco dell’Aquila Cialente e di Bari, Emiliano, il viceministro Misiti, giornalisti, professori universitari e scrittori come Sergio Rizzo, Franco Arminio, Gianfranco Viesti e Marco Panara.

L’idea di partenza che ha animato il lavoro di ricerca del gruppo dell’Osservatorio è l’attualità e il destino delle aree industriali della 219. Partendo quindi dal contesto globale e analizzando diversi casi recenti di terremoti e ricostruzioni (la ricerca è stata curata da Lucia Lorenzoni e Nicola Zambli dell’Area Ricerche del Monte dei Paschi di Siena), si è poi arrivati ad esplorare le venti aree industriali campane e lucane, le loro difficoltà ma anche le piccole eccellenze, cercando di carpire quali dinamiche produttive riscuotono risultati migliori e quali potrebbero essere le future linee di investimento Nel rapporto è inserito anche un censimento aggiornato di quante aziende e quanti addetti lavorano oggi nelle aree industriali (il saggio si intitola “Passarono gli anni e  il nuovo non venne”, curato da Pietro Simonetti e dal sottoscritto). Poi, attraverso gli strumenti dell’ antropologia, Teresa Caruso ha cercato di raccontare come il popolo di Caposele ha attraversato questi trent’anni di doposisma e quali sono oggi i segni di quell’evento spartiacque. Completa il volume un’intervista a Gianfranco Viesti, noto economista e presidente della Fiera del Levante.

Il punto focale dell’indagine è però ben presto diventato il problema del riequilibrio demografico tra l’osso e la polpa del Sud. La proposta che emerge  dal rapporto è quella di un equo bilanciamento tra aree metropolitane e costiere, che passi attraverso la mobilità reticolare; un’operazione che non comporta il dispendio delle grandi opere, ma si esplica attraverso la riattivazione e il ripristino di un sistema ferroviario efficiente che potrebbe garantire una mobilità sostenibile alle aree interne ormai disabitate. Ad esse la fabbrica del terremoto ha lasciato in eredità un enorme surplus di case inutilizzate; di contro le aree costiere, sovraffollate, producono la  fabbrica mangiasoldi dell’emergenza. Si tratta di uno squilibrio che restituisce un territorio ingovernabile, rendendo la vita impossibile sia a Napoli che in Irpinia. Produrre discussione a partire dai dati della ricerca, dando possibilità di espressione a giovani ricercatori, giornalisti, grafici, videomaker, promotori culturali è l’idea che sta alla base del lavoro dell’Osservatorio sul Doposisma, struttura totalmente finanziata dalla Fondazione Mida, che gestisce le Grotte dell’Angelo di Pertosa, con budget annui limitati, a dimostrazione che non sono i soldi che determinano il successo o lo sviluppo del Sud, ma le idee originali e il sacrificio quotidiano di difenderle e realizzarle. Il tema di fondo che può far emergere la “felicità interna lorda” di un territorio è la passione, la cura e l’amore per i luoghi, sentimenti.



12 agosto 2011

L'estate del vicolo cieco


Ci sono periodi in cui non te la senti nemmeno di fare il grillo parlante, di scrivere le stesse cose sul blog, di parlare sempre di Irpinia, problemi vecchi e nuovi, immobilismo e ignavia di questo pezzo di Sud. 

Eppure bisogna farlo, anche a costo di sembrare pedanti, anche a costo di essere presuntuosi e antipatici.

Siamo sull’orlo del baratro, forse abbiamo già iniziato a precipitare e non ce ne rendiamo conto. Parlo di Italia, ma il mio sguardo parte dal territorio che conosco meglio, l’Irpinia come la vedo io.

L’ultima novità è la centrale a biomasse che la Ferrero ha chiesto di creare nell’area industriale di Porrara; questa si aggiunge ai progetti del distretto delle energie rinnovabili che il giovane De Mita si premura di pubblicizzare per nascondere il fallimento sul fronte sanità e sul fronte rifiuti, dove Avellino e provincia si sono viste sopraffare dalle decisioni di Napoli, che ci tratta solo da periferia a suo servizio. Ma non sembra esserci un’idea di massima sull’energia, e soprattutto sulle ricadute reali per i cittadini irpini in termini di ristoro, posti di lavoro e royalties.

Intanto l’Irisbus chiude e la FIAT decide di venderla a Di Risio, che ha creato una azienda automobilistica sfruttando a piene mani i fondi del dopo terremoto in Molise. Anche dal punto di vista logico è un controsenso: chiude una azienda che costruisce autobus per il trasporto urbano a favore di una che costruisce il SUV italiano. Vorrà dire che andremo tutti in auto di grossa cilindrata anche se la benzina costa al litro molto più di una bottiglia di acqua minerale. 

Intanto l’estate è nel pieno del suo svolgimento; se devo essere sincero, non c’è alcuna novità incoraggiante, a Teora come nei paesi vicini, in termini di inventiva e eventi. Ho perso il conto di quante sagre siano state inserite nel calendario estivo teorese, ma le sagre abbondano in ogni dove. Ci sono anche iniziative buone, e secondo me basterebbe fare poche cose ma bene, piuttosto che appuntamenti quotidiani ma logoranti.

Mancano inoltre momenti di riflessione seri, culturali e civili, su cosa stiamo diventando e sui problemi reali. E quei pochi che ci sono, sono fatti con i piedi. Ma è estate, bisogna essere spensierati, come i naviganti sul Titanic prima di affondare. Anche un libro sul terremoto non può essere presentato d’estate, la gente vuol ballare, divertirsi e non pensare ai problemi. Sacrosanto. Ma poi non lamentatevi se vi chiude l’ospedale, se le prime elementari nei nostri paesi non hanno più iscritti, se le cave e le pale eoliche si moltiplicano e non sappiamo chi  ne ricava gli utili.

Il problema del Sud siamo noi, la nostra approssimazione, la nostra mancanza di ambizioni, la nostra abitudine alla scorciatoia. Cose ataviche, ma sempre presenti e attuali.

Eppure abbiamo tante armi, dobbiamo denunciare le cose che non vanno; c’è la rete, c’è facebook, usateli per dire cosa non va nel vostro quartiere, per dire le ingiustizie che subìte quotidianamente, per dire che non vi hanno preso per un lavoro perché c’era un raccomandato che vi ha superato etc. Oppure per ringraziare qualcuno che fa onestamente il suo lavoro, che ha avuto un’idea buona, che fa qualcosa di concreto per la sua comunità. 

Se volete, usate pure questo spazio; ma forse non c’è tempo, bisogna organizzare la prossima sagra.

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