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L'assistenzialismo è peggio della peste, perchè i malati sono contenti (Ettore Chirico).


Diario


24 febbraio 2010

FMA, SIVIS e co.: la dignità dei lavoratori e un declino senza fine



Periodicamente mi sono trovato a scrivere di situazioni drammatiche nel campo del lavoro e dell'industria nella nostra provincia; prima la Bitron, poi la SIVIS, e via via il resto. Pochi giorni fa si è consumata un'altra vicenda allarmante, non per i contenuti e il fatto in sè, ma perche rappresenta il segnale di una disfatta ormai prossima, checchè ne dicano i politici di ogni schieramento che si apprestano a contendersi i seggi e gli stipendi del consiglio regionale della Campania.

Per chi non lo sa, lo scorso sabato circa 11 camion dovevano entrare alla FMA per portar via i motori destinati alle fabbriche FIAT all'estero; gli operai che presidiavano i cancelli sono stati presi a manganellate per lasciar passare i tir. Per inciso, la FIAT ha registrato negli ultimi mesi un utile del 5,9% e ha incamerato circa 1 miliardo di euro grazie agli incentivi statali del 2009 per la rottamazione. Ma preferisce spostarsi in Turchia.
Se una delle realtà produttive più grandi della provincia è in questa situazione, il resto non sta meglio; i dati parlano circa di 9mila disoccupati in più nel 2009 in provincia e di un aumento del 380% del ricorso alla cassa integrazione.
Nel post precedente parlavo di emigrazione, l'altro lato di una medaglia molto molto corrosa ormai; leggere questi dati preoccupa, soprattutto pensando alle persone in carne e ossa che subiscono questa disfatta senza averne alcuna colpa, così come non  è possibile assolvere imprenditori fasulli e cinici con la scusa della crisi.
Intanto a Sant'Angelo in Tribunale i creditori della SiVIS non hanno accettato il concordato proposto dall'azienda; si va verso il fallimento di una fabbrica che non aveva mai fatto cassa integrazione e che aveva commesse sufficienti ancora per lavorare molti mesi.
Oggi su ottopagine è riportata la lettera di un rappresentante dei lavoratori della SIVIS, la riporto qui sotto per far riflettere e perchè dice chiaramente come stanno le cose:

“Ormai il diritto al lavoro, che è scritto nella nostra costituzione corre il rischio di diventare un sogno. Quello che più ci preoccupa è che nessuno ma proprio nessuno voglia attivarsi in modo tale da poterci far uscire fuori da questo tunnel. Dire che lo Stato è assente è troppo poco, non esiste. Il paradosso è che per gli imprenditori esiste eccome, fiumi di euro vengono erogati e zero controlli. Vedi Fiat che prende soldi e poi produce nei paesi dell’est e l’FMA rischia di chiudere, oppure come nel nostro caso, quello della Sivis, che prende milioni di euro con la legge 219 con l’obbligo di restare aperta almeno dieci anni, e al decimo anno e un giorno i signori imprenditori decidono di chiudere. Bene questi sono solo due casi evidenti, ma ne esistono a centinaia, e i nostri politici??? Vogliamo dire qualcosa ai nostri politici locali???
Quelli che per tutti questi anni si sono solo preoccupati di cambiare le poltrone una volta a destra, una volta a sinistra, con una certezza, quella che loro, gli stipendi e che stipendi! se li sono garantiti, e adesso vengono davanti ai cancelli delle aziende in crisi, a portarci la loro solidarietà, a promettere, a esibirsi in qualche servizio fotografico, in qualche intervista. E già, tra un mese ci sono le Regionali e quindi adesso possono ripromettere tutto e a tutti.. Basta con le parole, vogliamo fatti, noi lavoratori una dignità ce l’abbiamo e non siamo intenzionati a fare un passo indietro , lasciateci manifestare, questa è democrazia e ricordatevi che senza i lavoratori non si esce dalla crisi! Ma cosa fanno caricano e sgomberano senza un minimo di sensibilità verso i lavoratori che sono nelle tende in presidio come abbiamo fatto noi, forse pensano che lo facciamo per divertimento, per un campeggio fuori stagione? Tutto questo non potrà continuare ve ne rendete conto? o ve ne renderete conto comunque! Noi ci saremo sempre perché siamo certi di essere nel giusto”.



6 novembre 2009

Sivis e le altre: la vergogna del lavoro in Irpinia





Non avrei voluto scrivere di nuovo post come questo; lo devo, però, ai lavoratori, agli amici, ai compaesani che in questi giorni stanno pagando conseguenze di colpe non loro.
La SIVIS, una vetreria di Conza della Campania, ha disposto il licenziamento coatto per i suoi 45 dipendenti nel mese di luglio scorso. Il proprietario non ha spiegato i motivi di questa scelta, visto che l'azienda andava bene, tanto da far lavorare su doppi turni gli operai per rispondere alle commesse. Gli operai hanno iniziato da settembre una serie di proteste serrate e giustificate, che li ha portati anche a Roma. Finora le rassicurazioni di politici e amministratori, però, non hanno portato a nessun risultato concreto.
La Sivis non è la sola azienda in crisi; la FMA, la Novolegno, l'Almec e altre stanno conoscendo la stessa triste realtà di licenziamenti e cassa integrazione. L'elenco è sempre più lungo, il numero  di persone che subiscono le conseguenze, ripeto, di scelte non loro, è sempre più cospicuo.
Le motivazioni di questo stato di sofferenza del lavoro in Irpinia può essere giustificato in alcuni casi, ma altri sono pretesti fittizi per chiudere le aziende che non hanno più finanziamenti statali e scelgono di delocalizzare dove il costo del lavoro è minore.
Come si può parlare ancora di sviluppo, dopo 30 anni di inganni? Qual'è il destino di queste famiglie, dei loro figli, del nostro territorio?

QUESTI LAVORATORI ESIGONO UNA RISPOSTA, ORA!


Di seguito un elenco di link per approfondire la questione:


http://www.irpiniaoggi.it/index.php/economia/12-economia/21544-conza-sivis-annuncia-licenziamenti-e-protesta

http://www.irpinianews.it/Attualita/news/?news=56862

http://www.irpinianews.it/Politica/news/?news=56509

http://www.irpinianews.it/Attualita/news/?news=56426

http://www.irpinianews.it/Attualita/news/?news=54699


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