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L'assistenzialismo è peggio della peste, perchè i malati sono contenti (Ettore Chirico).


Diario


13 maggio 2009

Comunicazione di servizio

Il 6 e 7 giugno si voterà per europee, provinciali e in alcuni comuni capoluogo e non. Scrivo questo post per comunicare ai teoresi che magari ancora non lo sanno che ci saranno due candidati alla Provincia. Uno sarà Giuseppe Casale, già sindaco e vicesindaco di Teora, che correrà nelle liste dell'MPA, mentre per il Pd sarà candidato l'attuale vicesindaco Stefano Farina. Gli altri candidati del collegio sono C. Spiotta (PdL), G. Calabrese (UdC), A. Gialanella (Udeur), F. Malanga (Idv), G. Grasso (Democratici), Fungaroli (Sinistra e Libertà), D. Sciarappa (Prc), Ziccardi (Sd), Viscido (Italia pop). 

Data la scontata polemica che si scatenerebbe tra le varie fazioni, questo blog non permetterà commenti su questo argomento. Ho deciso così a causa delle miserie che vive lo scenario politico provinciale. Comunque è già chiara la vittoria di Cosimo Sibilia alla Provincia, supportato da Pdl e demitiani. Scontata anche la vittoria di Preziosi al comune di Avellino, sempre con la stessa compagine. Non è una presa di posizione partigiana la mia, semplicemente credo che parlare di politica oggi in provincia di Avellino è inutile, dati i numeri della crisi e lo stato di inebetimento generale (quell'insieme di cose che un mio amico scrittore chiama "autismo corale").

Per contro, vi invito a leggere il porgramma di Cairano 7x, un grande evento che si terrà dal 22 al 29 giugno e che potrebbe far sentire la voce di un Irpinia diversa dai politici che si candidano a rappresentarla.


2 aprile 2008

Tutti tranne lui

 

Questa volta, a differenza di due anni fa, ho deciso di non esporre vessilli partitici in questo blog, per una serie di motivi; di sicuro, come dimostra anche il test a cui potete accedere cliccando nel riquadro a lato (www.voisietequi.it) le idee non cambiano e anche il rispetto per gli amici di sempre (sarebbe più giusto dire compagni). Anche la serie di informazioni che i lettori si aspetterebbero, su Teora in particolare, è scarsa e me ne scuso, ma questa campagna elettorale ha ben poco di significativo. Su Teora posso dire lapidariamente che Rosetta Casciano ha seguito De Mita e pare che anche il sindaco, già dell’UDC, sia rimasto della sua idea; altri, come il vicesindaco Farina, Ulderico Donatiello, Nicola Guarino e Giuseppe Milano, sono rimasti nel PD, tanto che domenica anche Teora aveva il suo gazebo del PD a Tarantino. Prevedo una conferma, se non una crescita, per il PDL, che in questa lotta tra De Mita ed eredi, nella provincia di Avellino, ha solo da guadagnare.

Scrivo tuttavia questo post per un altro motivo; si è parlato tanto di casta, antipolitica e impresentabili, secondo me a buona ragione: sono tanti i politici che in qualsiasi altra nazione sarebbero cacciati dalle istituzioni a furor di popolo. Uno di essi, però, suscita la mia indignazione e per un motivo ben preciso; si tratta di Vincenzo Scotti, napoletano, ex ministro dell’Interno, dei Beni Culturali, del Turismo e del Mezzogiorno, Sindaco di Napoli per 90 giorni, presidente della società Formula Bingo e dell’Assoconsulenze, in Parlamento per 7 legislature e che percepisce una pensione parlamentare di quasi 10mila euro. Costui è candidato in Senato in Campania al primo posto del Movimento per le Autonomie di R. Lombardo, davanti anche a Tommaso Barbato, già Udeur. Il motivo della mia indignazione è presto detto; negli anni Ottanta, Scotti faceva parte di una triade (completata da Gava e Cirino Pomicino) responsabile del dirottamento sul Napoletano di ingenti fondi destinati al dopo terremoto, che venivano stanziati da Pomicino (presidente della Commissione Bilancio) e gestiti da imprese vicine (la ICLA su tutte) a questi politici e in forte odore di camorra (Napoli fine ‘900, di Francesco Barbagallo, ricostruisce le vicende giudiziarie legate a questo “sistema”, così come Grazie Sisma di Cinquegrani - Pennarola -Fierro e una puntata di Report dal titolo "Occasione Terremoto").
Scotti ebbe l'incarico dal governo, da ministro dei Beni Culturali, di egstire gli articoli della 219 che regolavano l'installazione di aziende nelle aree indiustriali del Cratere. Inutile chiedersi cosa centrasse un ministro dei Beni Culturali con l' industrializzazione. 
Inoltre Scotti fece funzionare il meccanismo delle concessioni, grazie al quale le imprese intascavano il 100% degli appalti girando poi con il meccanismo del subappalto gli oneri di realizzazione a imprese minori, con un guadagno tra il 40%e il 60% senza muovere un mezzo; a questo va aggiunta la percentuale destinata alla malavita. Inoltre Scotti, nei 90 giorni da sindaco di Napoli, ebbe il tempo di varare una delibera che aprì la strada ad alcune imprese politicamente vicine ai referenti napoletani della Dc.

Potrei approfondire tutte le dinamiche sin qui accennate, tra l’altro rimando alla mia tesi di laurea per questo (a Teora è disponibile al Comune e alla sede del Forum dei Giovani, oltre che su tesionline.it). Il mio non è un attacco politico mirato, è un semplice atto di informazione per chi magari non sa determinate cose. Per colpa di questo politico la nostra Irpinia è passata alle cronache nazionali con la fama di essere un immenso scandalo di ruberie e sperperi. In parte questo è vero, e Scotti non è il solo responsabile, ma le cose vanno chiarite con l’analisi. Resto disposizione per ulteriori dettagli e eventuali querele (anche se le cose che ho scritto sono ampiamente documentate presso i Tribunali campani, così come è documentata attarverso le parole dei pentiti l'amicizia tra Scotti e il camorrista Rosanova). Resta l’assoluta libertà di votare chi vi pare, a me toccava solo ricordare alcune utili cosette.

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