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L'assistenzialismo è peggio della peste, perchè i malati sono contenti (Ettore Chirico).


Diario


9 febbraio 2010

Per chi si muove

                                                         



Sulla strada di accesso al parco della Grancia, a Brindisi di Montagna, Potenza, c’è una grossa scritta su un muro, ben visibile all’altezza di un tornante. Recita così: “O emigranti o briganti”. Il parco della Grancia è famoso perché nei mesi di luglio e agosto vi si mettono in scena spettacoli proprio sul brigantaggio, in uno scenario naturale suggestivo e in quelle che furono terre di brigantaggio.

Ci sono due temi ineludibili per chi come me cerca di capirci qualcosa dell’Irpinia, delle aree interne della Campania e della Basilicata: l’emigrazione e il terremoto. Il secondo di questi è sempre presente su queste pagine, per ovvi motivi di interesse personale. L’altro ritorna di tanto in tanto, è implicito in molti discorsi ed è nella stessa natura di questa blog, che ha la parola Teora nel nome ma è gestito a 500km di distanza.

Ho monitorato molto attentamente le visite di questo blog nell’ultimo mese ( a proposito, il 15 gennaio è stata la data di maggior accesso di sempre per Teoraventura, grazie!) e con la tragedia di Haiti le visite sono aumentate, ho cercato di fare un lavoro di informazione semplice e di servizio. Mi sono reso conto di quanto è larga la famiglia dei “figli di Teora” (scusate l’espressione retorica) sparsi per il mondo: Haiti, USA, Venezuela, Germania, Belgio e soprattutto Svizzera. Ho avuto modo, nei concitati ultimi dieci giorni, di verificare di persona cosa vuol dire vivere e purtroppo anche morire da emigrati in terra straniera . Ho riflettuto sulla straordinaria capacità che gli emigrati dal Sud hanno avuto di affermarsi fuori dall’Italia (e se permettete anche oggi, in Italia stessa, noi, nuovi emigranti 2.0). La buona immagine di valige di cartone, di treni e pullman stracolmi, i ritorni con le soppressate e provoloni, di conserve sottolio e di passaporti con volti fin troppo eloquenti porta a pensare all’oggi, ai nostri trolley, ai cellulari per avvertire casa che sei arrivato, alle compagnie di autobus strozzine che speculano sugli studenti e sui pendolari.

Gli anni ’50 e i primi anni ’60 hanno svuotato Teora, Laviano, Conza etc.. Gli anni Zero hanno portato via le residue speranze di un Sud protagonista, il Sud che oggi è terra di nessuno, il Sud di Rosarno, di Bassolino che sbaglia tutto quello che si può sbagliare, di ospedali che chiudono e dove sono aperti fanno schifo. Si, ci sono anche aspetti positivi di Sud, e io di recente ne ho apprezzati alcuni.

Io però sento un profondo senso di abbandono umano per la mia generazione, lo vedo nei mesi estivi, quando per "gli svizzeri" si addobbano i giardinetti che il resto dell’anno sono pieni di merde di cani, oppure i bus organizzati per venire a votare parenti e sindaci ammiccanti.

Una cosa c’è da riconoscere agli emigrati degli anni '50 e '60: la profonda dignità, quella che viene dal sudore della fronte, dal partire quasi sempre da zero, dalle radici mai tagliate. Io però vedo, oggi, l’affievolirsi di un legame che il tempo sta logorando.

La nuova emigrazione è tema di dibattito sempre, per i politici locali.L’ho detto e lo ripeto: secondo me, Noi Emigranti 2.0 non siamo un problema, siano una risorsa, così come sono sempre stati gli emigrati. Tenetene conto.


26 dicembre 2009

Festeggiare la fine del 2009 (perchè è finito)

Sono giorni di festa; chi ha lavorato si gode un pò di riposo e la famiglia, chi è lontano da casa ci torna (Trenitalia e società autostrade permettendo), chi può va a trascorrere un pò di vacanze da qualche parte. Ma quest'anno per molti il Natale non sarà buono; è stato un anno di sofferenza per molti, ci sono stati tanti episodi tristi e non oscurabili, nonostante le narrazioni mass mediatiche. La speranza è che l'ipocrisia lasci spazio all'intelligenza o quanto meno al buonsenso, anche se non sembra facile invertire la rotta.
Al prossimo anno si può chiedere che porti qualche luce, un pò di fortuna e coraggio in più.
Metto qui qualche foto per ricordare alcuni temi e situazioni che nel 2009 sono state presenti, consapevole del rischio di sembrare antipatico.


AUGURI, con il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà.

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