.
Annunci online

teoraventura
L'assistenzialismo è peggio della peste, perchè i malati sono contenti (Ettore Chirico).


Diario


27 aprile 2013

Vogliamo viaggiare, non emigrare. Presentazione a Contursi Terme


4 febbraio 2011

seconda edizione



Da oggi sarà disponibile la seconda edizione del mio libro.



Ringrazio tutti i miei lettori, che dal 15 novembre ad oggi hanno acquistato, sostenuto, pubblicizzato il mio lavoro.


Un particolare ringraziamento ai miei compaesani, i teoresi, che hanno dimostrato attenzione e affetto nei miei confronti. Spero di aver dato il mio contributo a costruire un pezzettino di memoria collettiva della nostra comunità.


Una precisazione va fatta: le copie fin qui distribuite sono state 500. Gli unici soggetti istituzionali che hanno sostenuto il libro sono il comune di Avellino e l'Archivio Storico della Camera del Lavoro CGIL di Avellino.

Nessun altro comune, men che meno quello di Teora, ha deciso di acquistarne copia per le biblioteche, per le scuole, per archivi etc.

Naturalmente c'è tutto il tempo per farlo, i tempi istituzionali sono drammaticamente lenti, in particolare dalle nostre parti.
Anche la motivazione economica non regge: il libro costa 13 euro, e di solito i comuni spendono ben altre cifre per altre iniziative (anche a Teora è avvenuto di recente per il libro di proverbi a cura del prof. Racioppi, iniziativa lodevole e condivisibile).

Per il mio libro non ho chiesto patrocini e contributi perchè questo lo avrebbe inevitabilmente legato a una committenza e quindi ne avrebbe condizionato il valore complessivo.

Questo permette comunque di essere ancor più soddisfatto del risultato: il mio libro ha camminato sulle sue gambe, senza sostegni istituzionali a monte, senza sponsor politici, senza padrini. La consapevolezza di aver fatto tutto da solo, con il sostegno di pochi e splendidi amici, che ringrazio, rende tutto questo ancora più soddisfacente.


Però un pensiero, che si collega anche all'articolo precedente, quello sull'emigrazione, viene da fare: se, di fronte a chi vuole dare il proprio umile contributo alla sua terra, la risposta delle istituzioni e di chi ha responsabilità amministrative  è questa, la prima reazione, quella naturale è: chi me lo fa fare?


Francesco De Sanctis, nel 1860, diceva: chi non ha santi, non va avanti.  


Per fortuna c'è sempre una seconda reazione, che è quella di chi vuole insistere, con "il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà".


16 novembre 2010

Il terremoto del 1980 tra storia e memoria




Non sembrava novembre quella sera.

Il terremoto del 1980 tra storia e memoria

Edizioni Mephite




(CONTATTI)


I prossimi appuntamenti:

Salerno, 24 novembre, ore 16 e 30, nell'ambito del calendario di "L'Italia che trema"

Napoli, 25 e 26 novembre, convegno "La memoria delle catastrofi" (Università Federico II e AISO)

Siena, 2 dicembre 2010, convegno su Ambiente, rischio sismico e prevenzione nella storia italiana

Presentazioni del libro:

27 novembre ore 18, Chiesa del Carmine, Avellino ( a cura del Presidio del Libro di Avellino)

29 novembre, ore 18 Bisaccia, Castello Ducale

30 novembre, ore 18, Frigento, Palazzo De Leo

Teora (27  dicembre)

gruppo facebook: non sembrava novembre quella sera


11 novembre 2010

Non sembrava novembre quella sera

 La memoria del terremoto, utile se critica
(Stefano Ventura)

Il Mattino, 14 novembre   

Chi ha vissuto in prima persona la scossa delle 19 e 34 del 23 novembre 1980 ricorda nel dettaglio quell’interminabile minuto e mezzo di onde sussultorie e ondulatorie. Per gli abitanti dei paesi del Cratere, quel brevissimo lasso di tempo ha significato il sovvertimento totale della realtà, uno spartiacque definitivo nelle vite di ciascuno. Non è facile narrare la sofferenza e la dimensione di shock individuale e collettivo di chi visse il terremoto. Quando si prova a raccogliere i ricordi, tutti i racconti che rievocano la domenica del 23 novembre fanno riferimento alla giornata tiepida, serena, cosa che a novembre accadeva poche volte nelle zone interne di Campania e Basilicata. La credenza popolare ha sempre associato la calma dell’aria a un ribollire delle viscere della terra e alla potenza della natura.

Gli eventi che si stanno preparando per commemorare il terremoto del 1980 sono molti e diffusi, in parziale controtendenza con le  rievocazioni degli ultimi anni, più tendenti alla stanchezza e alla routine. Le istituzioni e le associazioni hanno voluto cogliere l’occasione per immaginare, ognuno a suo modo, un tributo a chi morì il 23 novembre 1980 e per investire nella prevenzione e nella conoscenza del rischio sismico. La frammentarietà di eventi e commemorazioni da alcuni è stata vista come il sintomo della creazione di una memoria finalmente condivisa. In realtà lo spirito d’iniziativa istituzionale non vuol dire per sillogismo che la gente e le comunità che vissero il terremoto condividono in maniera univoca la memoria del sisma e della ricostruzione.

Discutendo e cercando di stimolare la memoria di chi ha vissuto direttamente quel momento e gli anni della ricostruzione, emergono due sfere distinte del ricordo; quella delle distruzioni, della scomparsa di persone e luoghi cari, del senso di perdita e di spaesamento, e un rovescio della medaglia, che induce a considerare il periodo della ricostruzione, il cambiamento accelerato di abitudini e scenari, le polemiche sugli sprechi e i tempi lunghi, le promesse andate deluse, la profonda contraddizione tra modernità e inefficienza.

Di fronte a dolorose rivisitazioni, quindi, molti preferiscono la dimensione privata e soggettiva del ricordo alle rievocazioni pubbliche. Inoltre, un evento traumatico non sempre può essere ricordato con costanza, perché provocherebbe continue sofferenze. Le rimozioni possono essere, quindi, collettive e istituzionali, perché questa è una reazione necessaria per continuare ad abitare luoghi sottoposti al rischio sismico e ambientale, e anche individuali, perché la reminiscenza del dolore lo rinnova e lo ripropone. Omero dice nell’Odissea che “l’oblio curativo, come il vino d’Elena, guarisce dal dolore”. Per questo alcuni studi hanno chiamato “oblio terapeutico” questo tipo di processo individuale e pubblico.

In contrapposizione all’oblio terapeutico si può e si deve coltivare un tipo di memoria che si potrebbe definire utile; le operazioni di recupero, di tutela e di trasmissione della memoria dovrebbero essere strettamente legate alla formazione e alla consapevolezza del rischio sismico e interessare direttamente le comunità e in particolare le nuove generazioni. La prima forma di Protezione Civile è, infatti, l’azione dei cittadini nelle immediate conseguenze di un sisma. Chi, come me, non ha vissuto direttamente il momento della scossa perché è venuto dopo, ha sentito parlare del terremoto dell’Irpinia quasi sempre per spirito di polemica e di accusa, nel dibattito pubblico, mentre ha ascoltato i racconti e le sensazioni di quella sera più spesso nella sfera privata. L’occasione che il trentesimo anniversario pone è quella di avviare un cammino verso la verità e la costruzione di una memoria collettiva, ma non per forza condivisa; non tutti hanno vissuto lo stesso tipo di esperienza dopo il terremoto, e non può esserci un’unica narrazione di sintesi di un evento complesso come quel terremoto. Oltre agli appuntamenti delle prossime settimane, sarebbe auspicabile creare dei luoghi e delle strutture permanenti che diano a chi vorrà saperne di più, con spirito critico e senza pregiudizi, gli strumenti necessari a farlo.

Il contributo che ho inteso portare alla costruzione di una memoria utile e collettiva è la selezione di testimonianze, la descrizione dei giorni dell’emergenza e delle prime risposte delle comunità, alcune considerazioni su che cos’è oggi la memoria del terremoto, che ho riportato in un libro (Non sembrava novembre quella sera. Il terremoto del 1980 tra storia e memoria, Mephite).


  LUNEDI' 15 NOVEMBRE, ore 17 e 30

CIRCOLO DELLA STAMPA, AVELLINO


L'Archivio storico della Camera del Lavoro CGIL di Avellino organizza

RILEGGENDO IL TERREMOTO

presentazione dei libri di:

STEFANO VENTURA, Non sembrava novembre quella sera, Mephite

PAOLO SPERANZA, 19 e 35, Scritti dalle macerie, Laceno

BENVENUTO BENVENUTI, Semiseria analisi lessicale di una catastrofe naturale, Montedit.

sfoglia     marzo        giugno
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
altra irpinia
sto leggendo...
Terremoti e dintorni

VAI A VEDERE

NON SEMBRAVA NOVEMBRE QUELLA SERA
TERREMOTO IRPINIA-Storia e memoria
TU SI NAT IN ITALY
Officina Solidale
Osservatorio sul Doposisma
Fondazione Mida
ORENT
Storia e futuro
Antonello Caporale
G. Silei
AISO Italia
Lavoro culturale
Volontariato oggi
le terre che tremarono (Belìce)
Tiere Motus- Friuli 1976
Napoli monitor
Spinoza
Doctor Brand
pearl jam
PRO LOCO TEORA
NUOVO MILLENNIO
Roberto Rotonda blog
Amici della bici
orizzonte scuola
siena news
ottopagine
il mattino
corriere irpinia
ALTirpinia
Il Ciriaco
il portale di teora
Bradipo Nevrotico
flyfra-giokoliere
palio
storia di lioni
L'alambicco di S. Cesario
SE la Capo
Piccoli paesi
Comunità Provvisorie


 

Chi sono

 
 

file:///C:/Users/Stefano/Desktop/vogliamo_viaggiare.jpg

 

Stefano Ventura

Non sembrava novembre quella sera.

Il terremoto del 1980 tra storia e memoria

2a edizione

Mephite

COMPRALO ONLINE

IL BLOG DEL LIBRO

Vogliamo viaggiare non emigrare_Ventura.jpg

 

 
 

SISMOGRAFIE.

Tornare all'Aquila 1000 giorni dopo il sisma

 

 

 

 

Teoraventura

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

 

 

  

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

http://www.wikio.it

 

  

 

Contributi sparsi

I terremoti italiani e la Protezione Civile

Il terremoto del 1980. Storiografia e memoria

30 anni di terremoti italiani

Irpinia 1980, viaggio nel terremoto

L'emergenza e i soccorsi, dalle memorie alla Protezione civile

Le industrie, 30 anni dopo 

Il lavoro in Irpinia negli anni del terremoto

I comuni del terremoto dalla ricostruzione al futuro

I ragazzi dell'Ufficio di Piano. La ricostruzione urbanistica in Irpinia

Semiseria analisi lessicale di un disastro naturale (prefazione)

I confinati in Irpinia durante il fascismo

Le industrie del dopo terremoto in Campania e Basilicata

OkNotizie 

 

Gli Angeli Del Terremoto_Stefano Ventura_2010

Le Industrie Del Dopoterremoto_Stefano Ventura

L'Irpinia, la Crisi e lo spopolamento

Wikio - Top dei blog

CERCA