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L'assistenzialismo è peggio della peste, perchè i malati sono contenti (Ettore Chirico).


Diario


12 giugno 2011

Indignatevi!



Negli ultimi mesi scorre sulle sponde del Mediterraneo una corrente di protagonismo che ha come animatori soprattutto i giovani; prima in Tunisia, poi in Egitto, in Libia e ora in Siria. Nella vecchia Europa è stata la Spagna la culla del movimento dei giovani"indignados" che hanno riempito le piazze, convocato manifestazioni e assemblee per palesare la propria insofferenza per la classe politica e dirigente, inadeguata a rappresentare l'oggi e i suoi mille problemi, che sono proprio le giovani generazioni a pagare.

Non è un caso che il movimento spagnolo, definito anche "wiki-revolucion" dal sociologo Manuel Castells, sia divampato in corrispondenza delle elezioni provinciali e regionali, prendendo di mira tutto l'arco costituzionale.
Staremo a vedere dove andrà a parare questo sommovimento spontaneo e dal basso, animato da internet e dai giovani, due fattori potenzialmente esplosivi, che le vecchie gerarchie politico-economiche non sembrano comprendere nè controllare.

Di certo non si può scaricare una crisi economica mondiale su una generazione, o forse anche più di una. Chi ha oggi vent'anni non ha niente da perdere, e piuttosto che sottostare all'incertezza del lavoro e della società preferisce indignarsi. 

Riporto sempre da un articolo di Castells su Internazionale, i punti chiave delle rivendicazioni uscite dalle assemblee autoconvocate dal movimento del 15-M (qui si possono vedere alcuni video).

-eliminazione dei privilegi dei politici;

-misure contro la disoccupazione, tra cui il no all’aumento dell’età pensionabile fino a quando c’è disoccupazione giovanile;

-diritto alla casa, ed esproprio di tutte le case invendute da mettere sul mercato con un regime di affitto a prezzi calmierati;

-servizi pubblici di qualità, con l’eliminazione delle spese inutili dell’amministrazione, assunzione di medici e docenti, trasporti pubblici economici ed ecologici;

-controllo delle banche;

-riforma fiscale, con l’aumento delle tasse per le grandi fortune e le banche, e il controllo dell’evasione e dei movimenti di capitale;

-diritti civili e democrazia partecipativa, a cominciare dall’abolizione della legge Sinde, che frena la libertà su internet;

-protezione della libertà di informazione e del giornalismo d’inchiesta;

-modifica della legge elettorale, prevedendo la rappresentanza del voto nullo o in bianco; indipendenza della magistratura;

-democrazia interna nei partiti;

-riduzione delle spese militari.

Vi sembrano cose così assurde? 


15 aprile 2010

Il diritto alla Banda (larga)

Metto qui un articolo uscito oggi sul Corriere della Sera.
Quando si dice che i cittadini sono più avanti di chi li amministra.

Gb: in campagna banda larga fai-da-te

Nel centro dell’Inghilterra un villaggio di 200 famiglie stanco dei “no” di British Telecom si organizza da sé

MILANO - Chi fa da sé va veloce almeno per tre: ecco il motto degli abitanti del villaggio di Lyddington, non servito dalla connessione a banda larga dell’operatore British Telecom, che ora possono navigare in grande velocità grazie a una connessione fai-da-te, voluta e organizzata direttamente dalla popolazione locale. E oggi gli abitanti del piccolo villaggio della campagna inglese (che conta in tutto 200 famiglie) sono finalmente connessi: nelle loro case navigano, almeno sulla carta, a 40 megabit al secondo.

L’IDEA – Il progetto nasce dall’idea di un gruppo di residenti di questo villaggio nella piccola contea di Rutland, al centro della Gran Bretagna, stufi di connessioni troppo lente nelle loro abitazioni, che non permettevano per esempio di scaricare una canzone e vedere un video in streaming. Dopo svariati e ripetuti tentativi con i principali operatori di telecomunicazioni inglesi, e constatato che British Telecom per gli elevati costi non avrebbe mai posato la fibra ottica nel loro villaggio, hanno unito le loro forze. Il gruppo di 11 persone, con un investimento di 3mila sterline a testa e grazie alla collaborazione di una società locale rivenditrice di fibra, è riuscito a portare al centro del paese la connessione e si è poi occupato di gestire l’ultimo tratto di connessione, dalla centralina di paese fino alle case dei singoli navigatori. Per farlo, gli 11 novelli manager si sono affiliati a Rutland Telecom, piccola telco della zona, che a sua volta ha dovuto attendere due anni per ricevere dalla Ofcom, l’ente regolatorio inglese, il via libera all’operazione. Oggi la piccola nuova società, come racconta la Bbc ha già 50 clienti nella zona. Molti paesi limitrofi stanno infatti tentando di replicare il progetto nelle loro campagne.

DUE VELOCITA’ – Il problema di connessioni a due velocità – una più potente laddove il ritorno economico è evidentemente più alto, e una inadeguata nelle aree in cui i clienti sono pochi e le spese di attivazione molto alte – affligge tutta la Gran Bretagna, dove si conta che 160mila persone nelle campagne non abbiano alcun tipo di connessione, in quelle che il Telegraph chiama le «aree desertiche della banda larga». Per correre ai ripari, il governo inglese ha promesso che entro il 2012 in tutte le zone remote d’Inghilterra verrà garantita una velocità minima di connessione di 2 megabit al secondo, ben al di sotto di quanto promettono oggi i grandi operatori telco. Ma la spinosa tematica del «divario rurale», il rural divide all’inglese, è nota anche all’Italia, che nelle classifiche mondiali (in particolare nel Broadband Quality Index) risultava lo scorso anno solo 38esima. Ben lontana da realtà come la Finlandia, dove già ora la banda larga è per tutti, perché lo dice una legge di stato.

Eva Perasso


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