.
Annunci online

teoraventura
L'assistenzialismo è peggio della peste, perchè i malati sono contenti (Ettore Chirico).


Diario


13 marzo 2010

La terra è inquieta

Sul nuovo numero di Nuovo Millennio, la rivista che il Forum dei Giovani di Teora pubblica con grande dedizione e grandi ostacoli, è uscito un mio pezzo sui terremoti recenti e sullo scenario che si prospetta per il trentennale dell'Irpinia. In attesa di nuove segnalazioni che spero di poter fare presto, leggetevi questo. Comprate,sostenete, abbonatevi al giornale.



 


  

 

Le terribili immagini del terremoto che ha distrutto Haiti il 12 gennaio hanno riportato d’attualità la tremenda potenza distruttrice della Natura, che ha colpito uno degli stati più poveri del continente americano. Il segretario generale dell’ONU ha affermato che questo potrebbe essere la peggior crisi umanitaria che l’organizzazione si sia trovata a dover fronteggiare nell’arco di molti decenni. Probabilmente non si saprà mai il numero certo delle vittime di questo terremoto, verificatosi in un’area in cui abitavano circa 3,5 milioni di persone, la maggior parte delle quali vivevano nella miseria.
In questa tragedia noi teoresi siamo stati coinvolti ancor più direttamente poiché la prima vittima italiana riconosciuta, Gigliola Martino, era originaria proprio di Teora; molte altre famiglie (Cappuccio, Caprio, Sperduto, Vitiello) erano presenti e attive nell’isola dal punto di vista economico e commerciale fin dagli inizi del ‘900. Proprio per la loro attività imprenditoriale nel settore della produzione di PVC (tubi in plastica, bicchieri) la famiglia Martino era diventata una delle più importanti dell’isola, dando lavoro a circa 5 mila persone; anche il cognato di Gigliola Martino, Mario Caprio, era conosciuto e ricordato per la sua attività di medico chirurgo e per la sua clinica, dove venivano curati gratuitamente i più poveri.
 Al momento in cui scrivo si nutrono forti preoccupazioni anche per la sorte di Antonio Sperduto, rimasto sotto le macerie del supermercato di cui era responsabile.
Nel 2004 era stato lo tsunami del Sud-est asiatico a mostrare analoghe scene di disperazione, poi l’uragano Katrina nel 2005 e altri disastri, fino ad arrivare al sisma dell’Abruzzo del 6 aprile 2009; tutti eventi che possono essere inseriti nella categoria di catastrofi naturali. Lo studioso svizzeroMax Frisch ha scritto, però, che “la Natura non conosce catastrofi”; i terremoti, le pioggie torrenziali e gli uragani sono fenomeni naturali, noi misuriamo i loro effetti distruttivi nel rapporto con le comunità umane. Restando nel settore dei terremoti, quindi, la costruzione di strutture antisismiche e il corretto addestramento dei cittadini possono evitare o limitare al massimo il numero di vittime e  le precauzioni adottate in alcune regioni della California e del Giappone testimoniano questa verità.
Sono diverse le iniziative e i progetti che stanno mettendosi in moto nella nostra zona per commemorare il trentesimo anniversario del terremoto del 1980. Il CIMA (Centro Irpino per l’Innovazione e il Monitoraggio Ambientale) con sede a Sant’Angelo dei Lombardi, ha intenzione di allestire una mostra permanente sul terremoto, coinvolgendo i diversi paesi che poi svilupperanno diversi temi e iniziative in maniera coordinata. In provincia di Salerno, a Pertosa, è già attivo un “Osservatorio sul doposisma” che opera nel campo della ricerca e della documentazione presso la fondazione MIDA. Un regista della Rai sta preparando un documentario che riguarda l’intervento dei militari tedeschi a Teora dopo la scossa e nel corso dell’anno usciranno diverse pubblicazioni, film e spettacoli teatrali sul terremoto. Anche l’immancabile facebook si sta riempiendo di gruppi che hanno intenzione di commemorare quell’evento.
In questa sede mi occuperò di alcune considerazioni che partono dal settore di cui mi occupo (la storia contemporanea) e dagli studi che ho realizzato negli ultimi anni sul tema delle conseguenze storico - sociali del terremoto, prima per la mia tesi di laurea, poi per la tesi di dottorato e altri saggi e ricerche.
Il primo argomento che illustrerò in relazione ai trent’anni del dopo terremoto è quello della memoria. Il concetto stesso di memoria è difficile da interpretare, per la sua straordinaria importanza culturale e anche sociale, di comunità. Si pensi all’importanza di un tema come la memoria dell’evento sismico; proprio per la sua imprevedibilità e il suo essere spartiacque tra un prima e un dopo, quel momento lascia segni profondi in chi vi sopravvive. Recentemente la storiografia ha sondato i terreni del racconto e della testimonianza dei sopravvissuti ai bombardamenti della seconda guerra mondiale  oppure alle stragi di civili o alle violenze sui civili avvenute dopo l’8 settembre 1943, oltre alla memoria dell’olocausto, su cui è stato scritto già molto.Anche una trasmissione radiofonica, curata da Marcello Anselmo e trasmessa da Radio3 Rai, ha usato le testimonianze dei sopravvissuti per raccontare il dopo terremoto in Irpinia e a Napoli.
 Quindi, il ricordo di un evento che è simbolicamente potente ed evocativo, come il terremoto, è sicuramente un terreno d’indagine importante per lo storico. Chiunque abbia parlato con un sopravvissuto al terremoto del 23 novembre 1980 si è reso conto che tutti ricordano perfettamente, nei minimi dettagli, cosa stessero facendo quella sera; raccontare, poi, la sofferenza e il dolore di quei momenti richiede un difficile sforzo comunicativo ed emotivo. Dobbiamo però renderci conto che raccontare, recuperare la memoria e le memorie di quella sera è cruciale sia per trasmetterle alle nuove generazioni e non farle scivolare nell’oblìo, sia per prevenire e saper affrontare catastrofi future, essendo il nostro territorio fortemente sismico. Dalle tragedie, insomma, bisognerebbe imparare e non solo trarre lo spunto per polemizzare. Dopo un forte coinvolgimento emotivo di tutta la popolazione italiana nei primi giorni dopo il 23 novembre 1980, cui contribuì la significativa mole di immagini e testimonianze diffuse dalla televisione, il terremoto dell’Irpinia è ritornato all’attenzione pubblica in seguito ad alcune inchieste giornalistiche pubblicate negli ultimi anni del decennio Ottanta - Novanta. Le inchieste chiamavano direttamente in causa molti politici di rilievo nazionale e originari delle zone terremotate. Ancora oggi, quindi, il richiamo all’Irpinia vuol dire per l’opinione pubblica ricordare le terribili immagini di distruzione e disperazione, ma anche l’implicito riferimento a sprechi, ruberie e malaffare diffusosi in quegli anni. Anche di recente, in occasione del terremoto dell’Abruzzo, l’Irpinia è stata utilizzata come esempio negativo in assoluto di tutte le ricostruzioni e i disastri italiani. Non ci sono stati tentativi di approfondire le vere cause, i processi e le dinamiche di lungo periodo, le vere responsabilità degli errori commessi in quella ricostruzione, né c’è stato accenno ai risvolti positivi della ricostruzione.
Per evitare che anche l’occasione del trentennale sposti l’attenzione solo sulla polemica, è cruciale che le comunità terremotate recuperino e trasmettano la propria memoria, con iniziative proprie e di largo respiro, soprattutto per una forma di rispetto alle migliaia di morti che i nostri paesi hanno sacrificato per concedere, poi, all’Italia intera una moderna organizzazione della Protezione civile (è in quegli anni, infatti, che si posero le basi per la legge che istituiva la Protezione Civile come oggi la conosciamo).
Invece sembra che gli abitanti dei paesi terremotati tendano a guardare a quell’evento con rassegnazione, come una grande occasione persa e l’ennesima sconfitta subìta in maniera fatalista. Ed e così che la storia della ricostruzione in Irpinia viene raccontata molto più spesso con i mezzi e i metodi della polemica giornalistica che con gli strumenti dell’analisi e della conoscenza storica. Siamo ancora in tempo, come comunità, per tentare questa operazione rivolta al futuro e alla verità, in modo obiettivo e non consolatorio, senza aspettare che siano altri a raccontarci, dall’esterno, la nostra storia.
Questa è una delle sfide che il trentennale pone.

 

 

 




8 gennaio 2010

Qualcosa si muove

DOMANI A GROTTAMINARDA SI SVOLGERA' IL PRIMO SEMINARIO DI PAESOLOGIA.





INTANTO SU FACEBOOK NASCE UN GRUPPO DI PERSONE CHE PENSA AL TRENTENNALE DEL TERREMOTO.





(cliccate sulle immagini per maggiori informazioni)


30 novembre 2009

Notiziario altirpino


 

Come ogni anno, in occasione dell’anniversario del terremoto torno in Irpinia per un po’, a seguire le diverse commemorazioni e i progetti che si legano alla memoria del terremoto. Ho avuto modo, in questi giorni di dure emozioni, di approfondire alcune dinamiche che si stanno verificando nel nostro/nostri paesi. Farò qui una carrellata di temi, come se fosse un notiziario occasionale; a proposito di notizie, mi rendo conto oggi più che mai che al tempo di internet, facebook, blog e twitter, Teora non ha nessun organo di informazione sulle vicende quotidiane, amministrative e non, per poter informare i teoresi sparsi per l’Italia e per il mondo, ma anche chi magari a Teora abita ma non ha modo di conoscere le novità.Si, c’è “Nuovo millennio”, ma i tempi di pubblicazione, le difficoltà di sostentamento economico e il fatto di non avere una pagina web e neanche un gruppo su facebook, non permette un aggiornamento rapido sugli eventi. Restano solo i comunicati stampa, copiosi ma unilaterali, che escono sui siti web di informazione locale e sui quotidiani. Troppo poco, senza dubbio.

-       Il 23 novembre a Teora è stata organizzata la proiezione di un toccante filmato di pochi minuti, girato a Teora pochi giorni dopo il terremoto. L’autore era Enzo Casale, figlio di Virgilio, il poeta cui è dedicata anche la scuola elementare. L’iniziativa è proseguita con la consegna di una targa a Juary, calciatore dell’Avellino degli anni ’80, che la domenica del terremoto segnò un gol all’Ascoli. Juary organizzerà una scuola calcio a Teora che partirà in questi giorni.  La commemorazione si inserisce nella cosiddetta “giornata della memoria” che il Comune di Teora ha istituito per il 23 novembre di ogni anno. Il titolo dato all’iniziativa “ricordare per non dimenticare” era secondo me una contraddizione in termini, visto che se si ricorda non si dimentica e quindi il concetto è ripetuto inutilmente; ma questa è solo una puntualizzazione. Sul 23 novembre e sulla memoria del terremoto scriverò un post a parte, essendo questo l’oggetto del  mio lavoro quotidiano.

 

-      Sembrano esserci novità per quanto riguarda le connessioni internet a Teora; l’amministrazione ha annunciatdi aver sottoscritto un contratto per la copertura wireless del territorio comunale e che presto illustreràai cittadini  che vorranno informarsi le modalità per allacciarsi a  questa rete. Sono molti i teoresi hanno sottoscritto contratti per connessioni da reti telefoniche cellulari (le “pennine” della vodafone, della tim, wind etc.). Insomma, l’unica soluzione che spetterebbe di diritto, l’ADSL, non sembra vicina. Aspetteremo di conoscere i dettagli per questa proposta del wireless; qualcosa di simile è stato già fatto a Sant’Andrea d. C.


C’è un dibattito attivo tra i sindaci altirpini che riguarda l’istituzione dell’Unione dei comuni; al momento non c’è niente di definito, la proposta vorrebbe unire una serie di comuni, più o meno quelli ricadenti nella comunità montana Alta Irpinia, per mettere in comune e in rete i servizi per abbattere i costi della Pubblica Amministrazione e risolvere problemi legati ai servizi. Tutti i sindaci intervenuti hanno posto dei distinguo e dei suggerimenti, resta da capire come la politica potrà accompagnare o affossare il progetto, che in linea di massima è condivisibile e forse obbligato.

Le Le difficoltà delle nostre comunità, lo spopolamento, la crisi delle aree industriali, l’ipotesi di chiusura o ridimensionamento degli ospedali e il dinamismo di aree vicine devono spingere i comuni a superare i campanilismi e anche le divisioni politiche. Questa sì che sarebbe una bella novità.


-       Conza ha presentato lo scorso 27 novembre un progetto molto ambizioso di completamento dell’area del parco archeologico con strutture ricettive e di servizio, laboratori di restauro e centri di ricerca e altre aree di ospitalità e altre strutture lungo il lago. Se realizzato nella sua interezza, il progetto nel giro di 20-30 anni farebbe di Conza un polo di eccellenza nel turismo archeologico ma non solo. C’è da fare anche qui qualche considerazione: molti paesi dell’area stanno investendo nell’albergo diffuso, cioè abitazioni vuote che vengono affittate per brevi o lunghi soggiorni a turisti e visitatori; Calitri, Sant’Andrea di Conza e Rocca San Felice hanno già cominciato a lavorare a questo progetto. Anche gli amministratori di Teora hanno espresso la volontà di seguire questa strada e legarla a due eventi principali: il Carnevale (gli squacculacchiun) e il festival delle serenate. Il problema è il seguente, secondo me: il patrimonio abitativo di Teora è fatto di appartamenti a più piani collocati in strutture dal sapore postmoderno ed estraneo alle tipicità locali (le stecche di pianistrello, i 4 palazzi). Chi potrebbe lasciare una periferia urbana per venire a trascorrere un soggiorno in un appartamento simile a quello della sua città? Anche i prefabbricati sono un problema (o per alcuni una risorsa) da affrontare e gestire. Ci sono svariati progetti di riqualificazione e adeguamento nel paese; ma io credo che non si debba più ragionare per addizione nei nostri paesi, cioè altre strutture, altre costruzioni, altri incarichi ai progettisti, ma già per riqualificazione e sottrazione, visto che gli abitanti sono in calo e la popolazione sempre più anziana. Meglio pochi temi di sviluppo, magari specifici, che tanti progetti strampalati.


-      Il prossimo 5 dicembre si rinnoverà il consiglio del Forum dei Giovani. Un invito quindi a partecipare alle attività e alle votazioni del 5. Insieme alla Pro Loco e in modo complementare ad essa, il Forum può essere un laboratorio importantissimo affinche ì giovani teoresi non imitino gli errori fatti dai “grandi” che hanno portato a lacerazioni profonde del tessuto sociale della comunità. In bocca al lupo ai nuovi e un saluto ai "vecchi" componenti.


9 novembre 2008

Teora su Facebook




Facebook è un social network, una rete comunitaria, in cui ognuno ha un suo spazio con foto, profilo e informazioni personali, e può stringere amicizie con le persone che conosce, contattarle, iscriversi a gruppi in comune e tante altre cose.
Anche Teora ha un suo gruppo su facebook, che conta circa un centinaio di "facce" .
La cosa più singolare e significativa è che i teoresi residenti e domiciliati siano una minoranza; i cognomi teoresi sono tanti, ma le persone iscritte si trovano in venezuela, stati uniti, svizzera e vari posti d'Italia. In buona parte dei casi si tratta di figli o addirittura nipoti di teoresi emigrati che tengono un filo attaccato al loro paese d'origine; probabile che molti di questi non siano mai stati a Teora oppure ci capitano veramente di rado. Altra pattuglia molto cospicua è la mia, cioè i teoresi emigrati per motivo di studio o lavoro più di recente.
A parte la sommaria analisi, credo che internet si dimostri molto più "reale" di tante manifestazioni pubbliche che hanno come protagonisti gli "emigranti". Mi è capitato di recente di guardare alcuni dati demografici su Teora e sui paesi vicini; uno studio su Castelnuovo di Conza ha dimostrato  che se nel 1950 per ogni castelnuovese residente ce ne fossero due emigrati, oggi il rapporto si aggira su uno a 80! Per Teora non dovrebbe essere così diverso.
Ma non serve nemmeno fare tanti sproloqui; volevo solo segnalare un altro spazio della rete aperto sul nostro Paese.

sfoglia     febbraio        aprile
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
altra irpinia
sto leggendo...
Terremoti e dintorni

VAI A VEDERE

NON SEMBRAVA NOVEMBRE QUELLA SERA
TERREMOTO IRPINIA-Storia e memoria
TU SI NAT IN ITALY
Officina Solidale
Osservatorio sul Doposisma
Fondazione Mida
ORENT
Storia e futuro
Antonello Caporale
G. Silei
AISO Italia
Lavoro culturale
Volontariato oggi
le terre che tremarono (Belìce)
Tiere Motus- Friuli 1976
Napoli monitor
Spinoza
Doctor Brand
pearl jam
PRO LOCO TEORA
NUOVO MILLENNIO
Roberto Rotonda blog
Amici della bici
orizzonte scuola
siena news
ottopagine
il mattino
corriere irpinia
ALTirpinia
Il Ciriaco
il portale di teora
Bradipo Nevrotico
flyfra-giokoliere
palio
storia di lioni
L'alambicco di S. Cesario
SE la Capo
Piccoli paesi
Comunità Provvisorie


 

Chi sono

 
 

file:///C:/Users/Stefano/Desktop/vogliamo_viaggiare.jpg

 

Stefano Ventura

Non sembrava novembre quella sera.

Il terremoto del 1980 tra storia e memoria

2a edizione

Mephite

COMPRALO ONLINE

IL BLOG DEL LIBRO

Vogliamo viaggiare non emigrare_Ventura.jpg

 

 
 

SISMOGRAFIE.

Tornare all'Aquila 1000 giorni dopo il sisma

 

 

 

 

Teoraventura

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

 

 

  

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

http://www.wikio.it

 

  

 

Contributi sparsi

I terremoti italiani e la Protezione Civile

Il terremoto del 1980. Storiografia e memoria

30 anni di terremoti italiani

Irpinia 1980, viaggio nel terremoto

L'emergenza e i soccorsi, dalle memorie alla Protezione civile

Le industrie, 30 anni dopo 

Il lavoro in Irpinia negli anni del terremoto

I comuni del terremoto dalla ricostruzione al futuro

I ragazzi dell'Ufficio di Piano. La ricostruzione urbanistica in Irpinia

Semiseria analisi lessicale di un disastro naturale (prefazione)

I confinati in Irpinia durante il fascismo

Le industrie del dopo terremoto in Campania e Basilicata

OkNotizie 

 

Gli Angeli Del Terremoto_Stefano Ventura_2010

Le Industrie Del Dopoterremoto_Stefano Ventura

L'Irpinia, la Crisi e lo spopolamento

Wikio - Top dei blog

CERCA