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L'assistenzialismo è peggio della peste, perchè i malati sono contenti (Ettore Chirico).


Diario


16 marzo 2014

Contro la desertificazione: la madre di tutte le battaglie

Di recente sono usciti alcuni dati statistici sull'Alta Irpinia; è possibile seguire le notizie e la rassegna stampa e web su diversi siti di informazione e blog locali, come radiolontracaposele.it, più economia, Tu si nat in Italy.
Cito e riporto un articolo che racconta le cifre dell'emigrazione a Teora e dintorni, riportando proprio una delle storie delle famiglie che in rapida successione hanno lasciato l'Irpinia alla volta della Svizzera Italiana. E' inutile dire che questa è la madre di tutte le battaglie: meno bambini vuol dire meno scuole, meno acquisti nei negozi, meno servizi in generale, più invasività da parte di predatori senza scrupoli.
Purtroppo non sembra esserci una ricetta miracolosa contro questo problema, che è di tutto l'osso appenninico. Serve tanto lavoro, sia quello materiale che quello progettuale, creativo e solidale. 


Emigrazione, fenomeno in crescita. Partono sopratutto i giovani, con titolo di studio medio alto, diplomati o laureti che cercano possibilità migliori fuori. Il problema continua a colpire in particolare i comuni dell’Alta Irpinia.

A Teora dati più preoccupanti nell’ultimo anno. In comuni come Cairano i decessi superano i nuovi nati

Il Sindaco di Monteverde, Franco Ricciardi, consegna la sua testimonianza: «Qui si riesce ancora a vivere, ma il fenomeno esiste. Negli ultimi 10 anni, esattamente dal 2001 al 2011, circa 3.500 abitanti hanno lasciato molti comuni dell’Alta Irpinia. Fino a poco tempo fa Lioni non aveva di questi problemi, ma dal 2013 ha avuto una perdita di abitanti elevata. Questo crea disagi portando alla chiusura di molti servizi. Penso al Tribunale di Sant’Angelo Dei Lombardi, all’ospedale di Bisaccia. Nei prossimi anni saranno a rischio anche le scuole. Ma il calo demografico è causato dalle nascite pari a zero, tanto da arrivare a due-tre soli parti all’anno, oltre agli spostamenti degli studenti».
Il Sindaco conclude dicendo che il problema non può essere risolto dal singolo comune, bisogna che si attivi la politica con nuove programmazioni. Il Sindaco di Teora, Stefano Farina, fa diverse riflessioni sul problema dell’emigrazione, di come si sia evoluta in maniera negativa.
«Non solo registro delle partenze anomale, ma dalla fine del 2013 e l’inizio del 2014 sono andate via tre famiglie per un totale di 12 persone. Oltre alla preoccupazione dello spostamento non è difficile intravedere uno calo delle nascite e un aumento dei decessi. Voglio sottolineare la differenza tra l’emigrazione attuale e quella degli anni 60' e 70'.
Precedentemente si parlava di emigrazione a tempo determinato, perché si partiva per racimolare dei soldi per poi rientrare e cominciare a muovere l’economia. Ora invece la situazione è terribile. Il sacrificio di coloro che partono non ha risultati perché non tornano più e l’economia si ferma, anzi retrocede. I figli con titoli di studio alti partono e proiettano il loro futuro lontano. L’economia è in crisi. A difesa di chi amministra la situazione è tragica, perché la ricaduta negativa non è limitata al meridione ma è europea e internazionale. Non c’è possibilità di azione. Prima i comuni avevano margini di manovra, oggi il patto di stabilità e la spending review bloccano tutto. Il sindaco finisce così per essere un killer armato dal governo quando la gente deve pagare, dall’altro un consolatore della comunità. Come Sindaco sono un povero lottatore in prima linea».

Infine il Sindaco Farina ci racconta la storia di un suo amico, di cui non fa il nome, il quale è stato costretto ad emigrare.
«Ero molto dispiaciuto nel vedere partire un amico. Ha perso sua madre nel terremoto dell’80 e poco dopo, a causa di una malattia, anche suo padre. Ma quando si è creato la sua famiglia se pur dotato di grande energia e forza di volontà altruisticamente se ne è andato. Egoisticamente poteva rimanere ma sperava per la su famiglia un futuro migliore».
Ed ecco le parole del Sindaco di Cairano Luigi D’Angelis:«La speranza è che i giovani rimangano per creare la loro opportunità di vita a Cairano. Stiamo perdendo la parte migliore del nostro territorio con la fuga dei cervelli. Per ora non abbiamo avuto spostamenti fuori regione o all’estero, solo qualcuno nei paesi vicini. Con i servizi non abbiamo problemi, stiamo cercando di garantire la massima disponibilità.
Il problema è quello della mortalità rispetto alle nascite, per ogni tre bambini che nascono muoiono 10 abitanti. C’è stato anche un caso di ritorno ma quando la situazione è senza sbocco molti sono costretti ad abbandonare il proprio luogo originario». Non ci sono molte soluzioni per un problema come quello delle emigrazioni, i comuni da soli non possono fare molto sono delle piccole tessere di un mosaico che non riescono a far ancora parte del disegno comune. I giovani sono la speranza ma se anche loro vanno via il problema non può far altro che rimanere tale o evolversi.

di Luisa Urciuoli dal Corriere dell’Irpinia del 14 marzo 2014


12 marzo 2013

Coop e donne, il passato insegna

Dal Mattino dell'8 marzo 2013


“Vogliamo viaggiare, non emigrare” era lo slogan stampato su uno striscione che le ragazze della cooperativa  “La Metà del Cielo”, di Teora, portavano a varie manifestazioni e eventi subito dopo il terremoto del 1980. Lo slogan era ispirato da un film di Troisi, uscito proprio in quel periodo, “Ricomincio da tre”. Nel film il protagonista, Gaetano, sceglie di andar via dalla famiglia per fare nuove esperienze; ogni volta che qualcuno gli chiede da dove viene, e lui risponde che viene da Napoli, allora gli chiedono: “Emigrante”? e lui risponde di no, che vuole solo viaggiare, conoscere, chi l’ha detto che chi viene dal sud è per forza emigrante?

“Vogliamo viaggiare, non emigrare” è il titolo del libro che ho curato e che verrà presentato oggi 8 marzo a Teora (ore 17). Il libro nasce da una borsa di ricerca sui temi della cooperazione sociale promossa dalla Fondazione di Comunità Officina Solidale; la prefazione è a cura di Luisa Morgantini.

Oltre alla “Metà del Cielo” di Teora, dopo il terremoto nacquero, tra Irpinia e Basilicata, molte cooperative nel settore manifatturiero, nell’edilizia, in agricoltura e anche nel settore culturale e della ristorazione. Molti dei promotori di queste cooperative venivano dall’esperienza dei comitati popolari, altre esperienze nascevano dal confronto e dall’interazione quotidiana tra i giovani dei paesi  terremotati e i volontari. La “Metà del Cielo” nacque grazie alla spinta decisiva di Luisa Morgantini, allora sindacalista arrivata da Milano come volontaria e poi protagonista di una lunga serie di attività in campo politico, umanitario e sociale (è stata anche vicepresidente del Parlamento Europeo). Altre cooperative femminili nacquero a Conza della Campania (“La Verde Valle”), Sant’Angelo dei Lombardi (“Il Lucignolo”),  Santomenna (“La Spiga d’oro”), Rapone (“La Ginestra”), Nusco e Torella dei Lombardi. I primi tempi furono duri per queste ragazze, ma pian piano ci fu una vera e propria scoperta delle proprie possibilità, un percorso verso l’emancipazione attraverso il lavoro e l’apertura verso l’esterno.

Le cose cambiarono quando prese piede l’intervento industriale del doposisma, che intercettò una buona fetta dei finanziamenti statali destinati allo sviluppo delle aree terremotate.  C’è però da dire che molte di queste cooperative hanno avuto un ciclo di vita lungo (alcune sono ancora attive, anche se hanno cambiato denominazione), resistendo fino agli anni Duemila. Inoltre, le loro attività si collegavano spesso alla tradizione artigianale locale.

Dall’esperienza del passato emerge una suggestione che forse è utile anche oggi; in un momento di difficoltà  (il doposisma) si incrociarono destini e difficoltà, si incontrarono altre realtà, si provò a reagire.

Le ragazze di queste cooperative capirono che unendo le proprie forze, investendo sulla propria formazione e sulle proprie capacità e condividendo il rischio di impresa, si poteva immaginare un futuro nei propri paesi, senza per forza prendere la valigia e andarsene.

La cooperazione, come dicono i dati, è uno dei settori che ha accusato di meno la crisi degli ultimi anni, anzi, alcune imprese in sofferenza sono state rilevate dai dipendenti attraverso la costituzione di cooperative.

L’altro tema forte che emerge dallo studio è il fatto che le potenzialità di crescita e di rinascita devono per forza considerare i giovani e le donne come elemento cardine; l’Italia è al 74esimo posto su 134 paesi nella classifica che misura il divario di opportunità lavorative tra uomini e donne, e sappiamo quanto è grave la questione dell’occupazione giovanile. Solo colmando questo divario si può pensare a una ripartenza dell’economia


18 aprile 2012

Buone e cattive pratiche, dall'Irpinia a l'Aquila

Sul Mattino di Av di oggi, 18 aprile, è uscito questo mio pezzo. Buona lettura.

Il terremoto, Barca e la lezione dell'Irpinia

Stefano Ventura


Il ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca, ha visitato alcuni paesi del Cratere domenica scorsa, accompagnato dall’ex sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi, Rosanna Repole, e incontrando diversi sindaci e amministratori. Il motivo della visita è stato l’approfondimento delle dinamiche di legge e di ricostruzione urbanistica che hanno contraddistinto la ricostruzione irpina, con i suoi processi virtuosi e casi positivi e con le ombre che hanno ispirato più volte la narrazione scandalistica che i media hanno trasmesso nel corso degli anni all’opinione pubblica nazionale.

In particolare Barca ha cercato di conoscere dettagliatamente i meccanismi di ricostruzione dei centri storici dei piccoli paesi irpini, alla ricerca di spunti e stimoli da trasferire a L’Aquila. E’ incoraggiante  che un ministro che si occupa di coesione dei territori, qualcosa di cui si ha un drammatico bisogno in tempi di tagli serrati, accorpamenti e chiusure di strutture, visiti queste aree del Mezzogiorno diverse dalle solite mete.  Sarebbe stato bello avere la stessa attenzione durante l’emergenza neve del febbraio scorso, soprattutto da parte degli amministratori della Regione Campania.

Il ministro Barca ha avuto occasione di spiegare il suo modo di intendere le tre parole chiave (infrastrutture, scuola e banda larga) da lui individuate per tentare di dare una scrollata al Mezzogiorno intorpidito.

La visita capita poi in prossimità dello sblocco di circa 50 milioni di euro per completare la ricostruzione in provincia di Avellino; un’occasione importante per i comuni terremotati, una piccola boccata d’ossigeno da gestire all’insegna di metodi e criteri nuovi, come proposto nel dettaglio di norme e procedimenti da alcuni sindaci, dall’Anci e dalla Lega Autonomie.

Un piccolo esempio di un progetto - pilota innovativo Barca lo ha osservato ad Auletta (Salerno) dove ha sede un Osservatorio sul Doposisma. Qui Il recupero del centro storico, il “Parco a ruderi”, ancora abbandonato dal 1980, è stato al centro di un concorso di idee coordinato a RENA ( Rete per l’Eccellenza nazionale), che ha visto partecipare 56 progetti da tutto il mondo; sono stati poi scelti cinque finalisti, che si sono confrontati in un workshop che avvierà un percorso per prendere il meglio da ognuno dei progetti. I prossimi mesi diranno se la sfida è stata vinta, ma quelli finora giunti sono segni incoraggianti.

Tra le cose buone da suggerire per la ricostruzione dell’Aquila, se fosse possibile, si dovrebbe restituire un pizzico di quello spirito che animò gli irpini e i lucani subito dopo il sisma, quella voglia di ripartire, quel senso di solidarietà e di comunità che poi, con l’arrivo dei soldi per ricostruire, e quindi degli interessi, andò scemando. Gli aquilani, se rivogliono il loro centro storico, non dovranno essere egoisti, dovranno essere pronti cedere anche qualche metro quadro di proprietà, dovranno pensare all’insieme e non al particolare.

Sulle cose da non fare, invece, bisogna rimarcare che le cricche e il malaffare, compreso quello criminale, sono abilissimi a infiltrarsi tra subappalti, concessioni e incarichi, specie se c’è fretta di fare. Su questo si deve vigilare, al di là dei certificati antimafia, con strutture inquirenti e di controllo, ma anche con la partecipazione attiva degli stessi terremotati e della società responsabile.

Inoltre, sarebbe buono evitare progetti megalomani e sradicati di infrastrutture e sviluppo. Non voglio parlare delle aree industriali del cratere, faccio un altro esempio più recente; a San Giuliano di Puglia è stata costruita una scuola avveniristica, dopo il terremoto del 2002, costata quattro milioni di euro per circa 100 bambini iscritti. Non sarebbe forse meglio costruire tante scuole, asili e plessi universitari “normali”, sicuri e attrezzati, invece che strutture sovradimensionate?   

 


6 giugno 2011

Memoria e narrazioni, una summer school in Irpinia

Dal 7 al 9 luglio a Conza si svolgerà una Summer School su "Storie, Memorie e narrazioni", organizzata dall'AISO (Ass.Italiana Storia Orale), da Officina Solidale e dal dipartimento di Sociologia dell'Università Federico II.

Oltre ad acquisire metodologie, tecniche e contenuti sulle interviste come fonte per la storia sociale, ci saranno
visite guidate e approfondimenti  sulla memoria del terremoto.
Le iscrizioni sono aperte fino al 30 giugno.




(clicca sull'immagine per leggere meglio)


12 settembre 2010

Prefabbricati & turismo in Irpinia, una guida

Questo è un post che si accoda a quello intitolato Villaggio vacanze. Ma non è una mia riflessione o un commento, è un post di servizio.

Qui metterò le informazioni utili a chi vuole affittare un prefabbricato o un appartamento in uno dei paesi dell’Alta Irpinia o della Alta Valle del Sele. Questo perché mi sono accorto che nelle pagine di ricerca il mio blog è continuamente visitato da persone che cercano informazioni su questo tipo di servizio.

Per affittare un prefabbricato si consiglia di telefonare direttamente ai comuni e chiedere di parlare con chi si occupa della gestione degli alloggi. Lì vi sapranno dire della disponibilità e dei costi del servizio.
 
Poi per la percentuale sugli affitti fornirò le mie coordinate bancarie ai comuni beneficiari (si scherza, eh!)
 
Ci sono poi siti e strutture specializzate per offerte immobiliari e per pacchetti turistici più completi; segnalo anche quelli.

 

ALLOGGI PREFABBRICATI  
Laviano (Sa)
Tel: 0828/915001 – 915201
 
 
Teora (Av)
Tel: 0827 51005
 
 
Conza della Campania (Av)
Tel. 0827.39013
 
 
San Mango sul Calore (Av)
 
Tel. 0827.75358
 
Romagnano al Monte (Sa)
Tel. 0828/751012
 
 
Agenzie immobiliari
 
Tecnocasa Lioni
Tel: 0827/224933; 0827/400914
 
Porta d’Oriente (Calitri)
Tel. 0827 / 1916002
 
Altri siti di informazione turistica
 
Irpiniaturismo
Tel: 0827 69244
 
Irpinando
Tel: 0825 71280
 


30 novembre 2009

Notiziario altirpino


 

Come ogni anno, in occasione dell’anniversario del terremoto torno in Irpinia per un po’, a seguire le diverse commemorazioni e i progetti che si legano alla memoria del terremoto. Ho avuto modo, in questi giorni di dure emozioni, di approfondire alcune dinamiche che si stanno verificando nel nostro/nostri paesi. Farò qui una carrellata di temi, come se fosse un notiziario occasionale; a proposito di notizie, mi rendo conto oggi più che mai che al tempo di internet, facebook, blog e twitter, Teora non ha nessun organo di informazione sulle vicende quotidiane, amministrative e non, per poter informare i teoresi sparsi per l’Italia e per il mondo, ma anche chi magari a Teora abita ma non ha modo di conoscere le novità.Si, c’è “Nuovo millennio”, ma i tempi di pubblicazione, le difficoltà di sostentamento economico e il fatto di non avere una pagina web e neanche un gruppo su facebook, non permette un aggiornamento rapido sugli eventi. Restano solo i comunicati stampa, copiosi ma unilaterali, che escono sui siti web di informazione locale e sui quotidiani. Troppo poco, senza dubbio.

-       Il 23 novembre a Teora è stata organizzata la proiezione di un toccante filmato di pochi minuti, girato a Teora pochi giorni dopo il terremoto. L’autore era Enzo Casale, figlio di Virgilio, il poeta cui è dedicata anche la scuola elementare. L’iniziativa è proseguita con la consegna di una targa a Juary, calciatore dell’Avellino degli anni ’80, che la domenica del terremoto segnò un gol all’Ascoli. Juary organizzerà una scuola calcio a Teora che partirà in questi giorni.  La commemorazione si inserisce nella cosiddetta “giornata della memoria” che il Comune di Teora ha istituito per il 23 novembre di ogni anno. Il titolo dato all’iniziativa “ricordare per non dimenticare” era secondo me una contraddizione in termini, visto che se si ricorda non si dimentica e quindi il concetto è ripetuto inutilmente; ma questa è solo una puntualizzazione. Sul 23 novembre e sulla memoria del terremoto scriverò un post a parte, essendo questo l’oggetto del  mio lavoro quotidiano.

 

-      Sembrano esserci novità per quanto riguarda le connessioni internet a Teora; l’amministrazione ha annunciatdi aver sottoscritto un contratto per la copertura wireless del territorio comunale e che presto illustreràai cittadini  che vorranno informarsi le modalità per allacciarsi a  questa rete. Sono molti i teoresi hanno sottoscritto contratti per connessioni da reti telefoniche cellulari (le “pennine” della vodafone, della tim, wind etc.). Insomma, l’unica soluzione che spetterebbe di diritto, l’ADSL, non sembra vicina. Aspetteremo di conoscere i dettagli per questa proposta del wireless; qualcosa di simile è stato già fatto a Sant’Andrea d. C.


C’è un dibattito attivo tra i sindaci altirpini che riguarda l’istituzione dell’Unione dei comuni; al momento non c’è niente di definito, la proposta vorrebbe unire una serie di comuni, più o meno quelli ricadenti nella comunità montana Alta Irpinia, per mettere in comune e in rete i servizi per abbattere i costi della Pubblica Amministrazione e risolvere problemi legati ai servizi. Tutti i sindaci intervenuti hanno posto dei distinguo e dei suggerimenti, resta da capire come la politica potrà accompagnare o affossare il progetto, che in linea di massima è condivisibile e forse obbligato.

Le Le difficoltà delle nostre comunità, lo spopolamento, la crisi delle aree industriali, l’ipotesi di chiusura o ridimensionamento degli ospedali e il dinamismo di aree vicine devono spingere i comuni a superare i campanilismi e anche le divisioni politiche. Questa sì che sarebbe una bella novità.


-       Conza ha presentato lo scorso 27 novembre un progetto molto ambizioso di completamento dell’area del parco archeologico con strutture ricettive e di servizio, laboratori di restauro e centri di ricerca e altre aree di ospitalità e altre strutture lungo il lago. Se realizzato nella sua interezza, il progetto nel giro di 20-30 anni farebbe di Conza un polo di eccellenza nel turismo archeologico ma non solo. C’è da fare anche qui qualche considerazione: molti paesi dell’area stanno investendo nell’albergo diffuso, cioè abitazioni vuote che vengono affittate per brevi o lunghi soggiorni a turisti e visitatori; Calitri, Sant’Andrea di Conza e Rocca San Felice hanno già cominciato a lavorare a questo progetto. Anche gli amministratori di Teora hanno espresso la volontà di seguire questa strada e legarla a due eventi principali: il Carnevale (gli squacculacchiun) e il festival delle serenate. Il problema è il seguente, secondo me: il patrimonio abitativo di Teora è fatto di appartamenti a più piani collocati in strutture dal sapore postmoderno ed estraneo alle tipicità locali (le stecche di pianistrello, i 4 palazzi). Chi potrebbe lasciare una periferia urbana per venire a trascorrere un soggiorno in un appartamento simile a quello della sua città? Anche i prefabbricati sono un problema (o per alcuni una risorsa) da affrontare e gestire. Ci sono svariati progetti di riqualificazione e adeguamento nel paese; ma io credo che non si debba più ragionare per addizione nei nostri paesi, cioè altre strutture, altre costruzioni, altri incarichi ai progettisti, ma già per riqualificazione e sottrazione, visto che gli abitanti sono in calo e la popolazione sempre più anziana. Meglio pochi temi di sviluppo, magari specifici, che tanti progetti strampalati.


-      Il prossimo 5 dicembre si rinnoverà il consiglio del Forum dei Giovani. Un invito quindi a partecipare alle attività e alle votazioni del 5. Insieme alla Pro Loco e in modo complementare ad essa, il Forum può essere un laboratorio importantissimo affinche ì giovani teoresi non imitino gli errori fatti dai “grandi” che hanno portato a lacerazioni profonde del tessuto sociale della comunità. In bocca al lupo ai nuovi e un saluto ai "vecchi" componenti.


6 novembre 2009

Sivis e le altre: la vergogna del lavoro in Irpinia





Non avrei voluto scrivere di nuovo post come questo; lo devo, però, ai lavoratori, agli amici, ai compaesani che in questi giorni stanno pagando conseguenze di colpe non loro.
La SIVIS, una vetreria di Conza della Campania, ha disposto il licenziamento coatto per i suoi 45 dipendenti nel mese di luglio scorso. Il proprietario non ha spiegato i motivi di questa scelta, visto che l'azienda andava bene, tanto da far lavorare su doppi turni gli operai per rispondere alle commesse. Gli operai hanno iniziato da settembre una serie di proteste serrate e giustificate, che li ha portati anche a Roma. Finora le rassicurazioni di politici e amministratori, però, non hanno portato a nessun risultato concreto.
La Sivis non è la sola azienda in crisi; la FMA, la Novolegno, l'Almec e altre stanno conoscendo la stessa triste realtà di licenziamenti e cassa integrazione. L'elenco è sempre più lungo, il numero  di persone che subiscono le conseguenze, ripeto, di scelte non loro, è sempre più cospicuo.
Le motivazioni di questo stato di sofferenza del lavoro in Irpinia può essere giustificato in alcuni casi, ma altri sono pretesti fittizi per chiudere le aziende che non hanno più finanziamenti statali e scelgono di delocalizzare dove il costo del lavoro è minore.
Come si può parlare ancora di sviluppo, dopo 30 anni di inganni? Qual'è il destino di queste famiglie, dei loro figli, del nostro territorio?

QUESTI LAVORATORI ESIGONO UNA RISPOSTA, ORA!


Di seguito un elenco di link per approfondire la questione:


http://www.irpiniaoggi.it/index.php/economia/12-economia/21544-conza-sivis-annuncia-licenziamenti-e-protesta

http://www.irpinianews.it/Attualita/news/?news=56862

http://www.irpinianews.it/Politica/news/?news=56509

http://www.irpinianews.it/Attualita/news/?news=56426

http://www.irpinianews.it/Attualita/news/?news=54699



29 marzo 2008

Ciclosofia

Oggi primo giorno di sole dopo lunghissimi giorni di pioggia; l’occasione è troppo ghiotta, si esce in bicicletta. Prima ipotesi: diga di Conza e su verso Andretta, ma poi decido di lasciare la macchina 3-4 km prima di Andretta, scaricare la bici e puntare sul Formicoso. Ho già parlato altre volte di come la bici sia un mezzo di locomozione fantastico; permette di ascoltare le voci del paesaggio, di non disturbare, di stabilire una sintonia che nessun mezzo a motore può eguagliare. Senza dimenticare i benefici ecologici e salutari.

Per chi li conosce, i paesaggi che si aprono a partire dalla diga di Conza, con Cairano e la sua strana morfologia, su su fino all’altopiano del Formicoso sono mozzafiato. Del resto c’è già chi li ha narrati e filmati, valorizzandoli a pieno. Pedalando metro dopo metro, mi viene naturale pensare: chissenefrega di Mauritius, Seichelles e Sharm el Sheik (si scriverà così, poi?); abbiamo paradisi dietro l’angolo e preferiamo il turismo alla moda; c’è da scommetterlo, molti miei coetanei conoscono meglio le mete del turismo che citavo sopra piuttosto che le bellezze del territorio irpino; è un paradosso insostenibile! Dovremmo avviare corsi di contemplazione del paesaggio irpino ( http://comunitaprovvisoria.wordpress.com)!

Con i tempi che il fisico ti suggerisce, pedalata dopo pedalata, cresce un senso di benessero forte, e ti fa sentire un re, specie quando si raggiunge la parte più panoramica del Formicoso; ogni tanto passa un’automobile, e i gas di scarico disturbano, ma io, sulla mia bici, mi sento di commiserare chi attraversa questi spazi in auto e non sa cosa si perde. Sono tornato a casa più ricco, dopo questa scorpacciata di bellezza. E, a pranzo, mi è sembrato di meritarmi i ravioli di Nonna Giannina e un bicchiere di aglianico. Chi viene con me la prossima volta?

P.S. E come l’anno scorso, appuntamento a Contursi il 14 maggio!

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