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L'assistenzialismo è peggio della peste, perchè i malati sono contenti (Ettore Chirico).


Diario


12 gennaio 2011

Continuiamo così, facciamoci del male


L'anno nuovo è cominciato da dov'era finito il vecchio: tagli. A dire la verità la comunità di Teora è stata attraversata da un fulmine a ciel sereno, o quasi, quando si è sparsa la notizia che il medico di famiglia più importante (perché possessore del maggior numero di libretti) sarebbe andato in pensione dal primo gennaio 2011, annunciando la notizia solo il 27 dicembre.

Comunque su Teora servirà un articolo specifico, perché ho da fare tante considerazioni.

La notizia che vorrei segnalare è la ventilata chiusura del CIMA (Centro Irpino per l'Innovazione nel Monitoraggio Ambientale) che si trova a Sant'Angelo d. L. Questo centro è un punto di alta specializzazione nel campo del rischio ambientale, e sismico in particolare. Tutti si sono accorti delle difficoltà in cui versava quando  il 3 gennaio si è verificata una scossa, e si è scoperto che non c’era nessun tecnico al lavoro al CIMA perché i 6 componenti, tra ricercatori e personale tecnico (tra cui anche un ingegnere teorese specializzato su questi temi), erano stati posti in ferie forzate a causa della mancanza di fondi.

Tutto perché nel 2010 la Regione Campania ha dimenticato o eluso di approvare e versare i fondi necessari alla vita ordinaria di questo centro. C’è gente che deve percepire ancora stipendi arretrati. Insomma, un centro che dovrebbe essere di monitoraggio costante e efficiente, soprattutto alla luce dell’attività sismica che caratterizza le nostre zone, dipende dalle bizze e dall’umore di assessori, consiglieri e rimanenze di bilancio della Regione Campania.

Nei giorni scorsi si è alzato un polverone, partito da un articolo di Michele Vespasiano uscito sul Mattino, portando poi l’assessore all’Università e alla Ricerca, Trombetti, a garantire la soluzione del problema.

Insomma, dopo gli ospedali, dopo la Lioni - Grottaminarda che si sta aspettando da svariati decenni, dopo il rischio megadiscarica e svariati altri dispetti ai danni dell’Irpinia da parte di una regione ormai inutile, eccone un’altra. Non voglio essere piagnone e commiserevole, ma è ovvio che stiamo veramente subendo troppo senza accennare a un minimo di reazione. Insomma, non sono solo gli altri cattivi, siamo anche noi divisi e quindi deboli.

Ecco alcuni articoli che spiegano meglio la vicenda CIMA:

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=133120&sez=CAMPANIA

http://www.unisob.na.it/inchiostro/?idrt=4414

http://www.julienews.it/notizia/politica/trombetti-risorse-per-far-funzionare-il-cima/62940_politica_0.html

http://www.irpinianews.it/Attualita/news/?news=80848



20 dicembre 2009

Terremoto, 30ennale, questioni aperte



In questa intensa settimana ho partecipato a due seminari-convegni che avevano per tema il terremoto. Due situazioni diverse con platee, contesti, argomenti e obiettivi diversi.

Il primo workshop era organizzato dal Dipartimento dove ho frequentato il mio dottorato, il DiGips e il Centro di Ricerca del CISCAM, in collaborazione con l’Università di Perugia e la Società Italiana di Studi Geografici. Il tema era quello degli eventi naturali, con particolare attenzione alle implicazioni narrative della storia, la protezione civile, le tematiche geografiche e anche quelle della psicologia sociale e collettiva.

Per quanto mi riguarda ho cercato di spiegare quali sono stati i miei studi negli ultimi anni sul terremoto in Irpinia. Grazie alla natura interdisciplinare e alla partecipazione di alcuni ricercatori della facoltà di Scienze, che hanno operato alla microzonazione sismica in diversi contesti, il dibattito che si è avuto a margine del convegno ha sollevato diverse questioni che verrano poi affrontate in un convegno a Narni per la prossima primavera. Particolarmente stimolanti gli interventi della prof.ssa Loda, che ha evidenziato come le ricostruzioni post-sismiche siano sempre il frutto di mediazioni e rinegoziazioni tra alto e basso, saranno poi i risultati a dire quanto questa mediazione è stata fruttuosa; come quello del prof. Albarello, che ha sottolineato che i terremoti non sono altro che eventi naturali e sono i sistemi antropici a fare i morti, sottolinenando come la prevenzione e non la previsione dei disastri sia la strada maestra da seguire.

Il 19 dicembre, a Sant’Angelo, presso la sede del CIMA, si è tenuta una giornata di intense attività che hanno avuto come tema centrale l’Analisi e la mitigazione del rischio.  Nell’occasione è stato presentato il progetto per la realizzazione di una mostra permanente per il terremoto del 1980, idea promossa dal CIMA e supportata dal Mattino. Il progetto prevede, oltre alla realizzazione di una mostra, una collaborazione tra i comuni del cratere (inizialmente 7) per creare vari centri di attività con vari argomenti (uno per comune) che nel corso del 2010 porti a varie iniziative. Per quanto mi riguarda ho ribadito l’idea che lanciammo, insieme a Paolo Saggese e al comune di Torella, nel 2006 e cioè una serie di luoghi che possano fornire gli strumenti per tutelare e conservare la/le memorie del sisma. La speranza è che non sia un progetto autoreferenziale e che non prevalgano i campanilismi, ma si punti ad una operazione culturale che ci faccia fare i conti con questi 30 anni di doposisma.

Il 30ennale si sta configurando come un assalto alla diligenza, per di più in un periodo di vacche magre. Sono diversi i progetti e le vetrine, alcune interessanti, altri fittizzi. Le narrazioni della memoria non saranno di certo univoche, c’è il rischio che le comunità più colpite vivano come un fastidio il fatto di dover ripercorre anni di luce ed ombre, di promesse e fallimenti, di emigrazione ripresa e di lavoro che non c’è (in Irpinia, per inciso, si sono persi circa 9mila posti dilavoro a causa della crisi, cioè gli abitanti di Lioni e Teora insieme, per intenderci).

Segnalo che recentemente un giovane storico, Marcello Anselmo, ha curato un audiodocumetario per Radio3 (La Malanotte, le puntate sono disponibili in podcast sul sito).

Per quanto mi riguarda, si tratterà di ritagliarmi uno spazio in questo mare magnum. Sono più di 5 anni che quotidianamente mi occupo di questo tema, ho diverso materiale da poter pubblicare e spero di poterlofare. Resta una stella polare per chi come me si occupa di conseguenze storico-sociali di una catastrofe; al di là dei condizionamenti e degli interessi, l’obiettivo deve essere uno, quello di  raccontare la verità.

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