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L'assistenzialismo è peggio della peste, perchè i malati sono contenti (Ettore Chirico).


Diario


12 aprile 2012

CO/Auletta, le tue idee abitano qui




14-16 aprile: il workshop finale del concorso di idee

CO/Auletta: le tue idee abitano qui

Il workshop

I progetti selezionati


Sabato 14 aprile alle 9,30 presso la Casa delle parole ad Auletta inizierà il confronto tra partecipanti, organizzatori e giuria. Ospite Gianni Pittella, vice presidente vicario del Parlamento Europeo. Alle 17,30, presso il Museo MIdA01 a Pertosa, si terrà l’incontro “Chi ci accompagna nell’internazionalizzazione” con Silverio Ianniello (consigliere Fondazione MIdA), Antonio Marino (direttore generale BCC di Aquara), Stefano Aumenta (direttore generale BCC di Sassano), Carlo Barbieri (ICCREA Holding), Pietro Celi (direttore del Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico), Nicola Falcone (presidente API salerno), Virgilio Gay (direttore Fondazione MIdA), Massimo Lo Cicero (economista).

Domenica 15 aprile alle 10,00, invece, il presidente dell’associazione RENA Francesco Luccisano e la direttrice scientifica della Fondazione MIdA Mariana Amato incontreranno ad Auletta i finalisti. Ospiti i governatori Stefano Caldoro (presidente Regione Campania) e Vito De Filippo (presidente Regione Basilicata), nonché Fabrizio Barca (ministro per la Coesione Territoriale).

Caldoro, De Filippo e Barca interverranno poi alle 11,30 presso il MIdA01 a Pertosa al dibattito “SUD – Liberare le energie, far vincere le idee”, a cura di Antonello Caporale, giornalista di Repubblica e direttore dell’Osservatorio permanente sul dopo sisma. Al tavolo dei relatori lo scrittore Pino Aprile, il presidente della Fondazione per il Sud Carlo Borgomeo, il direttore della Fondazione MIdA Virgilio Gay, il giornalista Gianluigi Paragone e il presidente di Symbola Ermete Realacci. 

Aperto ufficialmente il 26 novembre 2011 e conclusosi il 16 febbraio 2012, “Co/Auletta” è un progetto partecipativo volto a raccogliere idee a livello internazionale per la ristrutturazione del Parco a ruderi di Auletta, comune salernitano gravemente danneggiato dal terremoto del 1980. Il progetto, promosso dalla Fondazione MIdA e dal comune di Auletta, è stato ideato e coordinato da RENA con la collaborazione di Snark – space making

Su 56 proposte pervenute - il 15% delle quali dall’estero (Spagna, Regno Unito, Danimarca, Germania, Messico) – i gruppi che  secondo la valutazione della giuria, “costituiscono la migliore squadra possibile per garantire agli enti banditori, in caso di prosecuzione del rapporto, il miglior svolgimento possibile del processo”, sono: Lucchetti/Sghedoni (Can Auletta feed itself?), Vida+facil (Le mie idee cercano casa qui!), Allies & Morrison urban architects (My Auletta), Agenzia aste e nodi (Scenari possibili), Qart progetti (Auletta paese che parla).

 

La tipologia dei gruppi partecipanti spazia dai più ovvi professionisti, a imprese, a rappresentanti del terzo settore, a gruppi interni, a istituzioni universitarie, a studenti. Primeggiano le discipline classiche della progettazione orientate all’ambiente urbano, mentre i profili di scienze sociali, comunicazione, arti visive, management e “green” insieme rappresentano una massa critica che pareggia la presenza delle tradizionali aree professionali. Il 52% dei partecipanti ha dichiarato di avere costituito il team di co/A appositamente per il bando. Nel complesso, circa 390 persone hanno lavorato al concorso, con un’età media di 33 anni.


www.osservatoriosuldoposisma.com

www.felicitainternalorda.it

www.fondazionemida.it


20 febbraio 2012

Ripensare le geografie dell'interno

Da Il Mattino, 20 febbraio 2012

E' inaccettabile la lontananza che di fatto separa Napoli dai paesi dell'Alta Irpinia sommersi dalla neve dei giorni scorsi.  Franco Arminio ha colto bene il problema quando dice che “per Caldoro venire in Irpinia è come andare in Mongolia”.

Questo grido di aiuto non è venuto solo dal nostro entroterra ma ha accomunato tutta l'Italia dell'Appennino, dalla Val Marecchia al Matese, dalla Val Roveto ai paesi più impervi della Basilicata.

L’emergenza, purtroppo, per le aree interne dura tutto l’anno, e di volta in volta chiede ai cittadini e alle istituzioni locali di lottare contro la chiusura di un ospedale, la soppressione di treni e corse di autobus, gli accorpamenti di scuole, l’allarme per una nuova discarica.

Ci sono state molte pagine che hanno descritto questa antinomia tra costa e interno, tra sovraffollamento e abbandono, tra governo centrale e autonomie decentrate. Già Carlo Levi nella sua opera più famosa scriveva che “finchè Roma governerà Matera, Matera resterà anarchica e disperata, e Roma disperata e tirannica”.  Resta anche tremendamente d’attualità l’analisi di Rossi Doria, che parlava di “osso” e “polpa” del Mezzogiorno.

Oltre alla constatazione di uno stato di cose presenti, esiste oggi un progetto, più progetti per dare speranza e futuro alle aree interne?

E’ questo il tema centrale dell’appuntamento di oggi nel quale verrà presentato il rapporto dell’Osservatorio sul Doposisma sulla “fabbrica del terremoto” (alle 16 e 30 al Circolo della Stampa di Avellino). Nel rapporto c’è un quadro storico dell’intervento di industrializzazione successivo al sisma del 1980, ma ci sono anche alcune proposte di attualità per il Mezzogiorno.

Siamo di fronte a due fenomeni nettamente contrapposti ma ugualmente assurdi, la disperazione e la desolazione delle zone interne, dove chiudono gli ospedali, le scuole, i servizi, mancano treni, autobus, strade comode, e poi c’è il soffocamento delle metropoli, dove si impazzisce e si soffre per la mancanza di spazio vitale.

La convinzione di chi propone questa analisi è che non servono solo le grandi opere, che finiscono presto per alimentare lo spreco; serve tantissimo l’ordinario, una manutenzione e una cura quotidiana del territorio. Non serve a questo Sud solo l’alta velocità, serve soprattutto una velocità normale, una modernità possibile e non esclusiva.

Si fa un gran parlare di riforme e si parla anche della soppressione delle Province e di accorpare i piccoli paesi. Non entro nel merito delle proposte, anche se penso a quei piccoli paesi appenninici isolati dalla neve, con strade dissestate e decine di chilometri distanti da un altro comune, dove almeno un sindaco poteva agire con quel minimo di autorità in suo possesso. Sarebbe saggio ripensare le geografie dell’interno, come scrive Vito Teti, un antropologo calabrese; sarebbe utile per la provincia di Avellino instaurare un discorso aperto e continuo con le aree che condividono la nostra conformazione orografica su tutto l’Appennino, le montagne e le acque, in un ottica di reciproca conoscenza e azione comune. Ci sono diverse potenzialità e settori strategici (le energie rinnovabili, l’agroalimentare e l’enologia, la cura e la tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico, il turismo sostenibile).

Purtroppo, darsi da fare da soli non basta; anche far agire in maniera univoca tutti i piccoli paesi dell’Appennino potrebbe non bastare, se si lavorasse in contraddizione con le condizioni di sviluppo nazionali, europee e mediterranee.

Un patto tra politica, società civile, imprenditoria e centri di ricerca e promozione culturale, basato sui problemi reali e ordinari, sarebbe però un ottimo punto di partenza.


Stefano Ventura

www.osservatoriosuldoposisma.com


15 febbraio 2012

Come ricominciare. Fabbriche, sviluppo, aree interne


Lunedì 20, ore 16 e 30 ad Avellino

(Circolo della Stampa)

 


29 agosto 2011

La fabbrica del terremoto

Felicità interna lorda -Il Sentimento dei luoghi è andato in archivio; abbiamo discusso, condiviso, cenato e ballato al ritmo di Negro.
Il bilancio del gruppo che ci ha lavorato con dedizione e passione, la parola chiave del nostro lavoro, è estremamente positivo. Uso le pagine del mio blog per ringraziare coloro i quali hanno reso possibile questa avventura, e quelli che incroceremo lungo il nostro prossimo cammino. Ma soprattutto un grazie ad ogni singolo, stupendo componente dell'Osservatorio sul Doposisma che ho l'onere e l'onore di coordinare. 

Qui trovate l'editoriale del direttore del Mattino di Avellino, Generoso Picone, sul nostro rapporto 2011.
Qui l'articolo pubblicato sul Mattino del 25 agosto.

La fabbrica del terremoto e il destino delle aree interne

Stefano Ventura

Parte oggi a Pertosa e Auletta il festival “Felicità interna lorda – Il Sentimento dei luoghi”. Organizzato dalla Fondazione Mida e dall’Osservatorio Permanente sul Doposisma, il Festival si svolge negli stessi giorni (dal 25 al 27 agosto) e negli stessi luoghi del Negro Festival, un appuntamento musicale giunto ormai alla sedicesima edizione e che quest’anno vedrà esibirsi alle Grotte dell’Angelo di Pertosa artisti del calibro di Goran Bregovic, Mannarino, Parto delle Nuvole Pesanti e Yalda.  

Nel corso del Festival verrà presentato il rapporto 2011 dell’Osservatorio sul Doposisma, intitolato “La fabbrica del terremoto. Come i soldi affamano il Sud”. L’Osservatorio permanente sul Doposisma è nato per stimolare discussione attraverso i dati, le fonti e le indicazioni che provengono dalla ricerca applicata. L’anno scorso la ricerca ha indagato su  “Le macerie invisibili” di 30 anni di terremoti italiani, con una comparazione sui costi delle diverse emergenze.

Il nuovo filone di indagine ha preso in esame i condizionamenti e le dinamiche innescate nelle aree terremotate dall’intervento di sviluppo industriale programmato nella legge di ricostruzione (la 219/81) e cosa accade dopo un disastro a livello macroeconomico.

A discutere di questi e altri temi interverranno, tra gli altri, i governatori Caldoro, Di Filippo, Marini e Tondo, il sindaco dell’Aquila Cialente e di Bari, Emiliano, il viceministro Misiti, giornalisti, professori universitari e scrittori come Sergio Rizzo, Franco Arminio, Gianfranco Viesti e Marco Panara.

L’idea di partenza che ha animato il lavoro di ricerca del gruppo dell’Osservatorio è l’attualità e il destino delle aree industriali della 219. Partendo quindi dal contesto globale e analizzando diversi casi recenti di terremoti e ricostruzioni (la ricerca è stata curata da Lucia Lorenzoni e Nicola Zambli dell’Area Ricerche del Monte dei Paschi di Siena), si è poi arrivati ad esplorare le venti aree industriali campane e lucane, le loro difficoltà ma anche le piccole eccellenze, cercando di carpire quali dinamiche produttive riscuotono risultati migliori e quali potrebbero essere le future linee di investimento Nel rapporto è inserito anche un censimento aggiornato di quante aziende e quanti addetti lavorano oggi nelle aree industriali (il saggio si intitola “Passarono gli anni e  il nuovo non venne”, curato da Pietro Simonetti e dal sottoscritto). Poi, attraverso gli strumenti dell’ antropologia, Teresa Caruso ha cercato di raccontare come il popolo di Caposele ha attraversato questi trent’anni di doposisma e quali sono oggi i segni di quell’evento spartiacque. Completa il volume un’intervista a Gianfranco Viesti, noto economista e presidente della Fiera del Levante.

Il punto focale dell’indagine è però ben presto diventato il problema del riequilibrio demografico tra l’osso e la polpa del Sud. La proposta che emerge  dal rapporto è quella di un equo bilanciamento tra aree metropolitane e costiere, che passi attraverso la mobilità reticolare; un’operazione che non comporta il dispendio delle grandi opere, ma si esplica attraverso la riattivazione e il ripristino di un sistema ferroviario efficiente che potrebbe garantire una mobilità sostenibile alle aree interne ormai disabitate. Ad esse la fabbrica del terremoto ha lasciato in eredità un enorme surplus di case inutilizzate; di contro le aree costiere, sovraffollate, producono la  fabbrica mangiasoldi dell’emergenza. Si tratta di uno squilibrio che restituisce un territorio ingovernabile, rendendo la vita impossibile sia a Napoli che in Irpinia. Produrre discussione a partire dai dati della ricerca, dando possibilità di espressione a giovani ricercatori, giornalisti, grafici, videomaker, promotori culturali è l’idea che sta alla base del lavoro dell’Osservatorio sul Doposisma, struttura totalmente finanziata dalla Fondazione Mida, che gestisce le Grotte dell’Angelo di Pertosa, con budget annui limitati, a dimostrazione che non sono i soldi che determinano il successo o lo sviluppo del Sud, ma le idee originali e il sacrificio quotidiano di difenderle e realizzarle. Il tema di fondo che può far emergere la “felicità interna lorda” di un territorio è la passione, la cura e l’amore per i luoghi, sentimenti.



30 luglio 2011

Appuntamento di fine agosto



E'online il sito di Felicità Interna Lorda - Il sentimento dei luoghi.

 

Si tratta di un Festival organizzato dall'Osservatorio sul Doposisma e dalla Fondazione MIdA a Pertosa e Auletta dal 25 al 27 agosto, in contemporanea con il Negro Festival. 

 

Dibattiti, cene, riflessioni e tanto altro, e poi al Negro quest'anno suonano Goran Bregovic, Mannarino, Il parto delle nuvole pesanti e tanti altri.

 

Siete invitati, non mancate (poi vi aggiornerò sui contenuti dei dibattiti, che contengono importanti appuntamenti).


27 luglio 2010

Una notte in Italia, mostra su Irpinia e Abruzzo

Una Notte in Italia
Irpinia • L'Aquila: istantanee da un dopo sisma

 

Il 31 luglio 2010 sarà inaugurata la mostra fotografica “Una notte in Italia. Irpinia-L’Aquila, istantanee da un dopo sisma”. La mostra sarà collocata presso i locali del palazzo Jesus ad Auletta (Salerno) e sarà visitabile fino a dicembre 2010.

La mostra contiene immagini di due fotografi di fama nazionale, Francesco Fantini e Daniele Lanci, che hanno cercato di catturare dettagli e testimonianze di due territori devastati da due terremoti, in due epoche diverse.

La mostra si inserisce nelle attività promosse dall’Osservatorio permanente sul Doposisma, promosso dalla Fondazione Mida e diretto da Antonello Caporale.

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