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Diario


18 aprile 2012

Buone e cattive pratiche, dall'Irpinia a l'Aquila

Sul Mattino di Av di oggi, 18 aprile, è uscito questo mio pezzo. Buona lettura.

Il terremoto, Barca e la lezione dell'Irpinia

Stefano Ventura


Il ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca, ha visitato alcuni paesi del Cratere domenica scorsa, accompagnato dall’ex sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi, Rosanna Repole, e incontrando diversi sindaci e amministratori. Il motivo della visita è stato l’approfondimento delle dinamiche di legge e di ricostruzione urbanistica che hanno contraddistinto la ricostruzione irpina, con i suoi processi virtuosi e casi positivi e con le ombre che hanno ispirato più volte la narrazione scandalistica che i media hanno trasmesso nel corso degli anni all’opinione pubblica nazionale.

In particolare Barca ha cercato di conoscere dettagliatamente i meccanismi di ricostruzione dei centri storici dei piccoli paesi irpini, alla ricerca di spunti e stimoli da trasferire a L’Aquila. E’ incoraggiante  che un ministro che si occupa di coesione dei territori, qualcosa di cui si ha un drammatico bisogno in tempi di tagli serrati, accorpamenti e chiusure di strutture, visiti queste aree del Mezzogiorno diverse dalle solite mete.  Sarebbe stato bello avere la stessa attenzione durante l’emergenza neve del febbraio scorso, soprattutto da parte degli amministratori della Regione Campania.

Il ministro Barca ha avuto occasione di spiegare il suo modo di intendere le tre parole chiave (infrastrutture, scuola e banda larga) da lui individuate per tentare di dare una scrollata al Mezzogiorno intorpidito.

La visita capita poi in prossimità dello sblocco di circa 50 milioni di euro per completare la ricostruzione in provincia di Avellino; un’occasione importante per i comuni terremotati, una piccola boccata d’ossigeno da gestire all’insegna di metodi e criteri nuovi, come proposto nel dettaglio di norme e procedimenti da alcuni sindaci, dall’Anci e dalla Lega Autonomie.

Un piccolo esempio di un progetto - pilota innovativo Barca lo ha osservato ad Auletta (Salerno) dove ha sede un Osservatorio sul Doposisma. Qui Il recupero del centro storico, il “Parco a ruderi”, ancora abbandonato dal 1980, è stato al centro di un concorso di idee coordinato a RENA ( Rete per l’Eccellenza nazionale), che ha visto partecipare 56 progetti da tutto il mondo; sono stati poi scelti cinque finalisti, che si sono confrontati in un workshop che avvierà un percorso per prendere il meglio da ognuno dei progetti. I prossimi mesi diranno se la sfida è stata vinta, ma quelli finora giunti sono segni incoraggianti.

Tra le cose buone da suggerire per la ricostruzione dell’Aquila, se fosse possibile, si dovrebbe restituire un pizzico di quello spirito che animò gli irpini e i lucani subito dopo il sisma, quella voglia di ripartire, quel senso di solidarietà e di comunità che poi, con l’arrivo dei soldi per ricostruire, e quindi degli interessi, andò scemando. Gli aquilani, se rivogliono il loro centro storico, non dovranno essere egoisti, dovranno essere pronti cedere anche qualche metro quadro di proprietà, dovranno pensare all’insieme e non al particolare.

Sulle cose da non fare, invece, bisogna rimarcare che le cricche e il malaffare, compreso quello criminale, sono abilissimi a infiltrarsi tra subappalti, concessioni e incarichi, specie se c’è fretta di fare. Su questo si deve vigilare, al di là dei certificati antimafia, con strutture inquirenti e di controllo, ma anche con la partecipazione attiva degli stessi terremotati e della società responsabile.

Inoltre, sarebbe buono evitare progetti megalomani e sradicati di infrastrutture e sviluppo. Non voglio parlare delle aree industriali del cratere, faccio un altro esempio più recente; a San Giuliano di Puglia è stata costruita una scuola avveniristica, dopo il terremoto del 2002, costata quattro milioni di euro per circa 100 bambini iscritti. Non sarebbe forse meglio costruire tante scuole, asili e plessi universitari “normali”, sicuri e attrezzati, invece che strutture sovradimensionate?   

 


12 aprile 2012

CO/Auletta, le tue idee abitano qui




14-16 aprile: il workshop finale del concorso di idee

CO/Auletta: le tue idee abitano qui

Il workshop

I progetti selezionati


Sabato 14 aprile alle 9,30 presso la Casa delle parole ad Auletta inizierà il confronto tra partecipanti, organizzatori e giuria. Ospite Gianni Pittella, vice presidente vicario del Parlamento Europeo. Alle 17,30, presso il Museo MIdA01 a Pertosa, si terrà l’incontro “Chi ci accompagna nell’internazionalizzazione” con Silverio Ianniello (consigliere Fondazione MIdA), Antonio Marino (direttore generale BCC di Aquara), Stefano Aumenta (direttore generale BCC di Sassano), Carlo Barbieri (ICCREA Holding), Pietro Celi (direttore del Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico), Nicola Falcone (presidente API salerno), Virgilio Gay (direttore Fondazione MIdA), Massimo Lo Cicero (economista).

Domenica 15 aprile alle 10,00, invece, il presidente dell’associazione RENA Francesco Luccisano e la direttrice scientifica della Fondazione MIdA Mariana Amato incontreranno ad Auletta i finalisti. Ospiti i governatori Stefano Caldoro (presidente Regione Campania) e Vito De Filippo (presidente Regione Basilicata), nonché Fabrizio Barca (ministro per la Coesione Territoriale).

Caldoro, De Filippo e Barca interverranno poi alle 11,30 presso il MIdA01 a Pertosa al dibattito “SUD – Liberare le energie, far vincere le idee”, a cura di Antonello Caporale, giornalista di Repubblica e direttore dell’Osservatorio permanente sul dopo sisma. Al tavolo dei relatori lo scrittore Pino Aprile, il presidente della Fondazione per il Sud Carlo Borgomeo, il direttore della Fondazione MIdA Virgilio Gay, il giornalista Gianluigi Paragone e il presidente di Symbola Ermete Realacci. 

Aperto ufficialmente il 26 novembre 2011 e conclusosi il 16 febbraio 2012, “Co/Auletta” è un progetto partecipativo volto a raccogliere idee a livello internazionale per la ristrutturazione del Parco a ruderi di Auletta, comune salernitano gravemente danneggiato dal terremoto del 1980. Il progetto, promosso dalla Fondazione MIdA e dal comune di Auletta, è stato ideato e coordinato da RENA con la collaborazione di Snark – space making

Su 56 proposte pervenute - il 15% delle quali dall’estero (Spagna, Regno Unito, Danimarca, Germania, Messico) – i gruppi che  secondo la valutazione della giuria, “costituiscono la migliore squadra possibile per garantire agli enti banditori, in caso di prosecuzione del rapporto, il miglior svolgimento possibile del processo”, sono: Lucchetti/Sghedoni (Can Auletta feed itself?), Vida+facil (Le mie idee cercano casa qui!), Allies & Morrison urban architects (My Auletta), Agenzia aste e nodi (Scenari possibili), Qart progetti (Auletta paese che parla).

 

La tipologia dei gruppi partecipanti spazia dai più ovvi professionisti, a imprese, a rappresentanti del terzo settore, a gruppi interni, a istituzioni universitarie, a studenti. Primeggiano le discipline classiche della progettazione orientate all’ambiente urbano, mentre i profili di scienze sociali, comunicazione, arti visive, management e “green” insieme rappresentano una massa critica che pareggia la presenza delle tradizionali aree professionali. Il 52% dei partecipanti ha dichiarato di avere costituito il team di co/A appositamente per il bando. Nel complesso, circa 390 persone hanno lavorato al concorso, con un’età media di 33 anni.


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