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Diario


17 agosto 2015

Storie di confino: il poggibonsese Angiolo Corsi

Articolo uscito su TOSCANA NOVECENTO, 17 agosto 2014


La letteratura che riguarda il confino di polizia può annoverare contributi di personaggi di primissimo livello del panorama antifascista, sia politico sia culturale. Tra le testimonianze più importanti ci sono quelle di Carlo Levi, Cesare Pavese e Leone Ginzburg, ma i numeri riguardanti i confinati durante il fascismo furono importanti e influenti (circa 15 mila persone) e non interessarono solo gli antifascisti ma tutti coloro i quali erano ritenuti particolarmente pericolosi per l'ordine pubblico.

Anche in provincia di Siena furono effettuate numerose assegnazioni al confino, dal 1926 in poi, che cercarono di colpire l’ossatura delle strutture clandestine del partito comunista e, in misura minore, del partito socialista e del movimento anarchico. Tra le diverse forme di limitazione della libertà (carcere, confino, internamento, ammonizione, sorveglianza speciale, diffida), il confino riguardò 129 antifascisti per una condanna a 380 anni complessivi. Secondo quanto riportato da Rineo Cirri (L’antifascismo senese nei documenti della polizia e del Tribunale Speciale 1926-1943), nel complesso furono 699 le persone che tra il 1926 e il 1943 subirono un deferimento al Tribunale speciale; “ad ognuno di questi antifascisti sono collegate vicende umane, storie dolorose di famiglie e di gruppi di persone con le loro sofferenze, i loro dolori e i loro drammi ma anche le speranze di una parte della popolazione di vivere in una società più giusta”.

Alcuni personaggi di primo piano della lotta antifascista e anche del periodo di ricostruzione democratica in provincia di Siena hanno raccontato in libri, memorie e diari le proprie esperienze al confino, e tra gli altri Fortunato Avanzati “Viro” e Mauro Capecchi “Faro”. Per ricostruire le biografie e i percorsi personali e politici di altri militanti è invece necessario ricorrere ad altri tipi di fonte, come le note giudiziarie, gli atti dei Tribunali speciali, le carte di prefetture e i verbali di carabinieri e poliziotti. In questo contributo il personaggio di cui si racconteranno le vicissitudini è Angiolo Corsi, nato nel 1905 a Poggibonsi, di professione falegname.

Corsi fu arrestato per la prima volta il 26 luglio 1932 a Poggibonsi, all’età di 27 anni; la scheda   personale nel Casellario Politico Centrale del 28 agosto 1932 riporta queste informazioni: “Cicatrice sopracciglio sinistro, mancante falange mano, abbigliamento solito: da operaio. E’ di regolare condotta morale e immune da pendenze e precedenze penali. In precedenza non aveva mai dato luogo a rilievi in line apolitica né di nutrire sentimenti contrari al regime. Essendo venuto a risultare che faceva parte del comitato federale comunista costituitosi clandestinamente in Poggibonsi ed era in relazione con funzionari e fiduciari del partito stesso, distribuiva la stampa sovversiva e distribuiva materiale di propaganda. Raccoglieva gli oboli per il soccorso alle vittime politiche e loro famiglie e prendeva parte alle riunioni clandestine del partito. Funzionava anche da corriere per il collegamento e trasporto di stampa sovversiva tra Empoli- Poggibonsi e Siena. Per tale reato pende tuttora provvedimento penale a di lui carico. Esercita il mestiere di falegname, da cui trae i mezzi di sussistenza.

Nonostante questi dettagliati indizi a suo carico, Corsi fu prosciolto per insufficienza di prove. L’arresto successivo avverrà nell’aprile del 1934 per “compartecipazione a organizzazione comunista” e l’8 giugno sarà condannato a cinque anni di reclusione di cui due di libertà vigilata. Fu condotto al carcere di Roma il 10 febbraio 1935 e, dopo la sentenza del 5 aprile 1935, la condanna fu confermata ma gli saranno condonati due anni.

Il 20 febbraio 1937 gli venne concesso l'indulto, revocato però solo due mesi dopo dal Tribunale di Siena. Le notizie successive risalgono poi al 25 luglio 1940, quando una nota riservata della prefettura di Siena, firmata dal prefetto, dispose la scarcerazione e il foglio di via alla volta di Avellino; questa volta Corsi fu accusato per avere pronunciato frasi disfattiste sulla posizione dell’Italia in guerra.

Il comune scelto fu quindi Teora (Avellino), dove Corsi giungerà il 27 luglio 1940. Lì ebbe diversi problemi nel rapportarsi alle autorità locali del regime; appena giunto a Teora scrisse, infatti, al questore di Avellino per richiedere il rimborso di 25 lire per il viaggio effettuato da Avellino alla volta di Teora dai suoi familiari più stretti (moglie e figlio).  La lettera riporta evidenti errori grammaticali, ma contiene una puntuale lamentela sui torti subìti, sui quali Corsi aveva informato anche Questura di Siena e comune di Poggibonsi.

Il questore di Avellino, Vignali, risponde in modo molto seccato con una nota al podestà di Teora in cui dice: “Il soprascritto Angelo Corsi ha fatto pervenire alla R. Questura di Siena un esposto con il quale, usando una forma alquanto altezzosa, chiede di essere rimborsato delle spese che la moglie ha sostenuto per il tratto di viaggio da Avellino a Teora e cerca di polemizzare e di fare ricadere la colpa al Municipio di Poggibonsi e alla R. Questura di Siena. […] Si prega di richiamare il C. a tenere un comportamento più corretto e a scrivere, sempre che gli capiterà di scrivere ad autorità costituite, con la forma dovuta e senza alterigia.

Il 9 ottobre 1941 Corsi chiese di essere trasferito ad altra località (la richiesta fu però respinta) e il 9 gennaio 1942 lo stesso Corsi chiese 35 lire per la risolatura delle scarpe, ormai consumate e non adatte al rigido inverno dell’Appennino. Il questore Vignali respinse anche questa richiesta. L’assegnazione al confino terminò il 22 febbraio 1942 e così Corsi potè far ritorno a Poggibonsi, dove non terminerà la sua attività politica.

Corsi, infatti, ricoprì un ruolo nevralgico nell'organizzazione dei primi gruppi di combattimento in Valdelsa, occupandosi anche del reclutamento e della formazione dei giovani più vicini alle strutture clandestine del P.C.I., come testimonia un giovane collega del Corsi, Fortunato Fusi, ricordandone le vicende.

Dalle notizie fornite dai colleghi falegnami della ditta Lucita di Poggibonsi e dalle memorie di Treves Frilli, figura di riferimento del C.L.N. e del P.C.I. a Poggibonsi, emerge un carattere molto aspro e diretto, che procurerà a Corsi diversi grattacapi anche nella quotidianità della vita politica del dopoguerra, come è rintracciabile nella corrispondenza tra Corsi e i dirigenti locali del P.C.I. a Poggibonsi negli anni Cinquanta e Sessanta.

Quella di Angiolo Corsi, pur rappresentando solo una tessera del mosaico che può ricomporre la storia dell’antifascismo popolare, è una vicenda indicativa e sintomatica di come la scelta della militanza antifascista non badava a spese, a costo di dover subire il carcere o il confino.


3 giugno 2008

Teora e il referendum del 2 giugno 1946

Ieri si è festeggiato il 62° anniversario del referendum istituzionale che sanc' la vittoria dell'opzione repubblicana su quella monarchica; quest'anno si celebra anche il 60° aaniversario dall'entrata in vigore della Costituzione.
Di recente mi sta capitando spesso di avere confidenza con quel periodo storico e in particolare su cosa succedeva in Irpinia in quel periodo e negli anni precedenti, quelli della guerra e del fascismo. E' una cosa a cui ho iniziato a lavorare tempo fa, poi, dopo averla proposta ad alcuni "promotori culturali" della nostra provincia senza successo, l'ho messa nei cassetti. Poi ho trovato altre persone, che io ripeto serie e con cui ho potuto condividere gli obiettivi di fondo della mia ricerca, e ora sembra che ci siamo e questo lavoro a più voci possa vedere la luce fra qualche mese (si spera pochi!).
Da questi fogli nel cassetto incollo qui un pezzo che riguarda Teora e il referendum del 2 giugno 1946. 


Negli anni ’40, La figura sociale predominante nella società teorese non si discostava molto da quella di molti altri paesi della provincia irpina: una figura mista di bracciante, di affittuario e di piccolo proprietario. Di solito anche gli artigiani e i commercianti erano coltivatori diretti e si avvalevano del contributo di altri membri del nucleo familiare. Coloro i quali facevano valere le proprie rendite derivanti da proprietà terriere non erano comunque latifondisti, poiché possedevano appezzamenti di terreni frazionati e avevano pochi braccianti ciascuno al proprio servizio, spesso coincidenti con nuclei interi di famiglie contadine. Non si ha notizia di lotte organizzate per la terra a Teora in contemporanea alle lotte che avvenivano in paesi non molto lontani. [...]

Nelle elezioni per la Costituente a Teora ebbero la meglio le forze moderate di centro destra - il Blocco Nazionale del Lavoro, l'Unione Democratica Nazionale e Democrazia del Lavoro -, la Democrazia Cristiana fece una timida comparsa mentre le forze di sinistra raccoglievano poco ( 36 voti il PCI, 44 i socialisti e 28 gli azionisti). Si profilerà, soprattutto attorno a Giuseppe Sibilia, che poi aderirà prima ai liberali e poi al partito monarchico (sarà candidato alle elezioni politiche nel 1953 per i liberali e per monarchici e Fiamma Tricolore alle elezioni provinciali del 1956), un consenso elettorale che però sarà alquanto svincolato dalle elezioni amministrative tenutesi poi in autunno, il 3 novembre 1946.

Per quanto riguarda il referendum istituzionale, Teora sostenne la monarchia, che ottenne circa i 2/3 dei voti ( 907 per la monarchia e 448 per la Repubblica su 1355 votanti). Da segnalare che andò a votare l'87,7% degli aventi diritto, segno di una maturità politica forte e di un buon lavoro di tutte le forze politiche allora presenti a Teora, a partire dal Fronte Unico di Liberazione fino ai partiti conservatori. Questa percentuale poi andrà man mano calando nelle tornate elettorali successive, mentre aumenterà la percentuale di emigranti, sia verso l'estero (Svizzera, Belgio e Sudamerica) che verso altre zone d'Italia.

COMUNI

elettori

votanti

PCI

PSIUP

P. d Az.

CDR

DL

PRI

DC

UDN

UQ

BNL

PUN

GCI

VOTI NON VALIDI

TEORA

1688

1480

36

44

28

30

281

32

141

111

32

542

15

9

170

CONZA DELLA CAMPANIA

1752

1522

162

136

33

48

36

23

147

320

10

351

26

18

212

S.ANDREA DI CONZA

1686

1549

6

72

15

56

96

15

487

453

10

103

39

32

165

CAPOSELE

2265

2087

144

240

39

63

141

14

781

74

36

134

13

125

283

SENERCHIA

817

730

2

9

7

27

2

0

217

12

42

305

10

23

74

CALABRITTO

2320

2143

82

62

9

61

14

9

312

242

270

673

22

45

342

MORRA DE SANCTIS

1687

1556

414

118

23

12

148

89

33

15

10

462

9

42

181

LIONI

3719

3426

39

42

9

666

1678

10

359

49

180

92

20

7

166

S.ANGELO DEI LOMBARDI

4023

3430

80

48

27

489

172

134

1093

678

36

160

63

25

425

CAIRANO

875

808

3

33

5

11

4

11

464

19

58

94

4

10

92

Tabella 1: Risultati delle elezioni per l’Assemblea costituente in alcuni comuni dell’Alta Irpinia.

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