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L'assistenzialismo è peggio della peste, perchè i malati sono contenti (Ettore Chirico).


Diario


14 novembre 2014

Energie dalla terra: un bando per ricerca-azione


www.osservatoriosuldoposisma.com

Bando per borsa di ricerca-azione

su giovani e agricoltura

Energie dalla terra.

Occupare lo spazio delfuturo

OBIETTIVI

L’opportunitàdi futuro per dare la svolta a una situazione di immobilismo passa da quelliche consideriamo territori marginali, periferie. La forza propulsiva dell’Italia non risiede più nei grandiagglomerati urbani.

Learee interne del Mezzogiorno costituiscono l’emblema di quei territoriapparentemente marginali, che, a differenza di altri, dispongono di risorsenaturali e immateriali in grado di sostenerne la vocazione economica (paesaggi,risorse, energia).

Peralimentare speranze e vie d’uscita da uno stato di grave immobilismo economico,bisogna quindi sperimentare e cogliere i segni, anche piccoli e impercettibili,di cambiamento. Uno di questi, da più parti individuato, è il cosiddetto“ritorno alla terra”, la riscoperta dell’agricoltura e della natura comefattore possibile di realizzazione professionale e di vita, come concretaaspirazione a creare piccola impresa e non tanto come sogno idealizzato di fugadalla congestione della città e della metropoli. Inoltre, sono sempre piùnumerose le rappresentazioni di resistenza e di denuncia dei numerosi attacchial territorio e al paesaggio, in termini di cementificazione e utilizzosfrenato delle risorse naturali (acqua, suolo, materie prime); resta daindagare qual è il possibile anello di congiunzione tra queste nuove forme diazione e di protagonismo e quali prospettive si pongano, in termini dirisultati concreti e di prospettive di sviluppo locale.

Ladomanda che ci poniamo è la seguente: è vero che i giovani stanno riscoprendol’agricoltura come sbocco occupazionale e come scelta consapevole? In casoaffermativo, quali sono le dinamiche che hanno creato questo trend? Cometrasformare una tendenza momentanea in un valore aggiunto per il territorio,creando anche comunità permanente di attori attivi, responsabili e consapevoli?

Perdare risposta a queste domande, l’Osservatorio sul Doposisma della FondazioneMIdA, propone una borsa diricerca-azione della durata di 6 mesi, che indaghi e illustri la questionedel “ritorno alla terra” in Campania e Basilicata.


 

REGOLAMENTO

 

1.         Il bando è aperto a giovani residenti in Italia,che abbiano meno di 35 anni di età.

2.         Costituiscono titolo preferenziale la laurea oil dottorato di ricerca in materie attinenti al contenuto del progetto (Economia, Scienze Politiche, Disciplineumanistiche) e la comprovata esperienza nell’ideazione,nell’organizzazione  e nella gestione dieventi culturali.

3.          La borsadi ricerca azione, della durata di 6MESI, ammonta a un totale di 2000euro netti. La Fondazione MIdA e lo staff dell’Osservatorio sul Doposismagarantiranno, a chi vincerà la borsa, il sostegno necessario in termini dicontatti utili, informazioni logistiche e organizzative e potranno, nei limitidelle proprie possibilità, concordare le risposte alle altre necessità chela/il borsista farà presenti.

4.         Ai fini della partecipazione i candidati devonopresentare la seguente documentazione:

·Domanda di partecipazione (Allegato A) e copiadel documento d’identità;

·Curriculum vitae, completo di esperienze inorganizzazione di eventi, festival, partecipazione e gestione di attività diassociazioni riconosciute e non riconosciute, istituzioni culturali,rendicontazione, ideazione e gestione di progetti di vario tipo.

·Lettera motivazionale nella quale si spiega comele attitudini e le competenze possedute possano essere in linea con gliobiettivi del progetto.

·Eventuali pubblicazioni, compresa la tesi dilaurea o di dottorato, utili a valutare il curriculum del candidato.

·Progetto di ricerca, nel quale si espongono gliobiettivi del lavoro, i metodi che verranno adottati, il crono programma, irisultati attesi ed i prodotti che verranno consegnati al termine della ricerca(tipo di elaborato, allegati multimediali, altro).

5.         La documentazione deve pervenireall’Osservatorio sul Doposisma della Fondazione MIdA, spedita in formato pdf susupporto elettronico a: Fondazione MIdA- contrada Muraglione 18-20, 84030 Pertosa (SA)- o inviata via e-mail come allegato all’indirizzo: info@osservatoriosuldoposisma.com entro il 1 dicembre 2014. Incaso di invio via e-mail sarà cura del candidato richiedere un avviso diricezione e di corretta apertura del file. Il candidato dovrà comunqueconservare copia elettronica dei files inviati, da re-inviare, a richiesta dell’Osservatoriosul Doposisma, in caso di problemi nell’apertura o leggibilità dei filesinviati.

6.         Il vincitore sarà tenuto a consegnare unelaborato in forma scritta che sintetizzi i risultati della ricerca e le casestories che sono state oggetto del suo censimento; la ricerca deve contenerealmeno una base di dati statistici, coerentemente illustrati, sull’oggettodella ricerca, e integrare i dati con storie, interviste e profili biograficiricavati dalla ricerca sul campo. L’elaborato sarà parte essenziale delrapporto 2014 dell’Osservatorio sul Doposisma. Inoltre, sarà richiesto alvincitore di organizzare, con il supporto dei componenti dell‘Osservatorio sul Doposisma  e della Fondazione MIdA, unfestival-evento,  da tenersi in estatecon sedi e modalità da definire, nel quale far convergere i risultati dellaricerca, i protagonisti consultati e coinvolti e tutti i soggetti locali e nazionalipotenzialmente interessati.

 

COMMISSIONE E CRITERI DI VALUTAZIONE

 

1.La valutazione delle candidature sarà effettuata da una apposita Commissionenominata dalla Fondazione MIdA.

2.Ai fini della selezione la valutazione verrà effettuata in base a:

-competenza e qualità del curriculum vitae in relazione al tema oggetto distudio. Massimo di punti 30;

 - progetto di ricerca: coerenza con il bando,fattibilità nei tempi e con le risorse assegnate, coerenza dei metodi con gliobiettivi, qualità dei risultati attesi e dei prodotti consegnati. Massimo di punti 70.

 

3. Icandidati devono superare il punteggio di 60/100per essere ammessi in graduatoria

 

4.Al termine dei lavori la Commissione redigerà una graduatoria, conl’indicazione del vincitore sul sito dell’Osservatorio sul Doposisma(www.osservatoriosuldoposisma.com). La graduatoria sarà approvata condeliberazione della Fondazione MIdA.

 

REGOLEDI PARTECIPAZIONE

 

1. Pubblicazionie materiali inviati non verranno restituiti, ma verranno conservati e resi disponibilial pubblico presso la biblioteca dell’Osservatorio sul Doposisma.

2. Iconcorrenti che non dovessero risultati vincitori ma con un profilo scientificoe di ricerca adeguato potranno inviare degli abstract o delle proposte dicontributo che, se ritenute valide, potrebbero essere inserite nel rapporto2014 dell’Osservatorio sul Doposisma.

 

Area coordinamento dell’Osservatorio sul Doposisma

Stefano Ventura

349/6499285

info@osservatoriosuldoposisma.com

 

Area stampa e comunicazione

Francesca Caggiano

fondazionemidastampa@alice.it


30 giugno 2009

L'Irpinia e il gattopardo



-          Cumm staje la vigna a te?

-          Eh, auanno nun la stac curann. Ji nun m la figh cchiù, figl’m eia a la Svizzera, nun aggio truvat nisciun ca me la curava.

-          E che bbuo fa, facimm viecchie.

 


Sono stati giorni intensi, questi di Cairano 7x. Chi legge questo blog oppure i giornali locali fino alle pagine più interne, oppure ha dimestichezza con la rete, ha saputo dell’esistenza di questo esperimento che per 7 giorni ha portato più di cento persone ad abitare Cairano e altri paesi dell’Alta Irpinia, risiedendo nelle abitazioni lasciate vuote dallo spopolamento e dall’emigrazione (Cairano ha a disposizione circa 4000 vani per una popolazione di 380 persone, di cui solo 6 bambini che frequentano la scuola elementare). A parte i nomi più ridondanti (Vinicio Capossela, giornalisti e scrittori come Paolo Rumiz e Andrea Di Consoli, il fotografo Mario Dondero, il jazzista Innarella) a Cairano si sono alternati registi, professori universitari di Architettura, archeologia, scienze ambientali, intellettuali e simili, cuochi irpini, oltre ai volontari della Pro Loco che hanno offerto un prezioso supporto logistico e ai membri della comunità provvisoria. La direzione artistica è stata curata da Franco Arminio, il patrocinio è stato della Fondazione Dragone, fondata da Franco, cairanese emigrato in Belgio e produttore del Cirque de Soleil.

Gran parte della gente dell’Alta Irpinia, però, non è venuta a conoscenza di questo evento, sicuramente estraneo ai canoni locali del divertimento e dell’intrattenimento. I destinatari erano sicuramente esterni, appartenenti ad alti livelli di istruzione, una platea selezionata già all’origine. Tuttavia, il programma era talmente ricco che tutti potevano scegliere di partecipare a qualche laboratorio o concerto.

I sette giorni di Cairano rappresentano un tentativo di ripensare al presente e al futuro del nostro territorio, che si sta spopolando non solo a causa dell’emigrazione di giovani dal buon livello di istruzione, di meno giovani e di intere famiglie, ma anche a causa dell’assenza di risposte complessive e articolate, che pur ci sono state in altre aree del Sud (Basilicata, Cilento, Sardegna). 

Però, tra le altre cose, si sa che "il Sud, tra il problema e la soluzione, ha sempre preferito il problema".

In tempi di crisi economica globale, ora che si parla di ciclo corto dell’economia, di ridare vitalità all’agricoltura diffusa e biologica, di ripensare lo sviluppo, un territorio come il nostro, che è naturalmente predisposto a questo tipo di cose, non può restare fermo. Chi dice che da noi non c’è niente sbaglia. Un solo elemento tra i tanti, il paesaggio ad esempio, altrove ha rappresentato la base di partenza per alimentare circuiti economici virtuosi.

Belle parole, teorie, concetti generali, i miei, che cozzano troppo con la realtà oggi esistente nelle nostre zone come nel resto d’Italia. Lo scambio di battute che ho riportato all’inizio del post l’ho ascoltato a Tarantino, a Teora, sabato scorso, tra due signori anziani. Il declino dell’agricoltura, dopo il terremoto del 1980, ha rappresentato il contraltare principale all’industrializzazione post sisma, con il risultato che oggi abbiamo sempre meno contadini e anche salvare il posto di lavoro nelle fabbriche delle aree industriali della 219 è sempre più arduo. In compenso, incombe l’ipotesi della discarica sul Formicoso. Alcune voci insistenti dicono che a settembre inizieranno i lavori di costruzione di uno sversatoio di rifiuti da 40 ettari.

Altra nota dolente è la desolazione della politica; proprio mentre a Cairano c’erano persone che da tutta Italia venivano a scoprire questi luoghi, a Calitri la Comunità Montana Alta Irpinia veniva commissariata perché i sindaci non trovavano l’accordo sul bilancio (otto sindaci di centrodestra e otto di centrosinistra). Se si pensa che l’unica possibilità di reazione per i nostri comuni può essere quella di fare rete sui problemi comuni, pensate come è possibile farlo quando l’ente che li raccoglie subisce continuamente l’instabilità delle lotte politiche (nate, bisogna dirlo, dal cambio di rotta dettato dall’on. De Mita in tutti gli enti della provincia). Siamo deboli, non solo per colpa della politica, e quando si è deboli si diventa facilmente terra di conquista. Negli ultimi mesi, inoltre, “Irpinia” ha significato male assoluto per quanto riguarda i paragoni con altre ricostruzioni dopo eventi catastrofici, senza nessun tipo di approfondimento sulle cause, su come sono andate le cose, se la colpa è stata dei veri terremotati o di alcuni speculatori. L’anno prossimo ricorrerà il trentennale, ma già si prefigura una frammentaria commemorazione, una passerella di poche ore che morirà subito, quando invece le nostre comunità dovrebbero pensare a un percorso di tutela e recupero della loro memoria, superando i campanilismi e rispettando anche le diversità di opinione (personalmente questa sarebbe una scommessa a cui mi piacerebbe dedicare tempo e lavoro).

Tutte queste note, che posso sembrare in bilico tra pessimismo e nichilismo sono invece, secondo me, gravide di spunti positivi, che se ben coltivati possono segnare un’inversione di tendenza per i nostri territori. Come diceva Danilo Dolci, bisogna “far presto, e bene, perché si muore”.


Messaggio promozionale: Teoraventura sponsorizza, dopo un'accorta disamina, i biscotti di  Antonio Luongo.

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