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Diario


11 dicembre 2010

Ema, millionesima "paletta"

Questo è l'articolo scritto da Michele Vespasiano sulla cerimonia tenuta a Morra in occasione della milionesima paletta prodotta dall'EMA. E' una delle poche aziende che non licenzia, anzi, ha una asilo aziendale, una mensa aziendale (di cui seguo direttamente le vicende) e un ambiente lavorativo abbastanza organizzato. Sarà che ricade sotto la proprietà Rolls Royce, ma comunque va segnalata come esperienza.

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EMA, A MORRA LO SVILUPPO METTERA' LE ALI

La festa dell’orgoglio Ema si è tenuta ieri mattina tra le mura super protette dello stabilimento morrese, alla presenza dei vertici istituzionali e politici della Regione Campania, della Provincia di Avellino e di quella di Benevento, rappresentati rispettivamente dal vicegovernatore Giuseppe De Mita, dai consiglieri regionali Rosetta D’Amelio, Pietro Foglia e Antonia Ruggiero, dal presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, dal vice presidente e dal consigliere di Palazzo Caracciolo, Vincenzo Sirignano e Gaetano Calabrese. Padroni di casa, assieme al Natale, il Presidente della Ema, Giuseppe Ciongoli, e il vice presidente esecutivo della Rolls Royce, Mike Mosley. Tutti hanno avuto parole di compiacimento per i risultati conseguiti dall’azienda che in pochi anni è riuscita a passare da una quota azionaria minoritaria al totale controllo che è in testa al prestigioso marchio del Regno Unito. Un processo di crescita guidato in prima persona da Ciongoli che ha voluto spendere parole di elogio «per il management aziendale e per la totalità della forza lavoro, che rappresenta la vera speranza per il futuro di questo stabilimento».

Il forte legame che unisce il personale all’azienda altirpina è stato reso plasticamente dall’interminabile applauso con il quale è stato accolto ai microfoni l’amministratore delegato della Ema. Un applauso e un calore che Natale ha ricambiato evidenziando fin dalle prima battute il merito dei dipendenti, passati dalle 51 unità del 1998 ai 400 di oggi: «Lavoratori qualificati, di grande professionalità e soprattutto stabilizzati, che assieme alla notevole tecnologia e alla continua ricerca ci permettono di competere con il mercato». Un riferimento che ha permesso all’amministratore delegato Natale di annunciare che presto l’azienda si misurerà anche con il nucleare civile italiano. «La milionesima pala è un successo per il futuro - ha continuato Natale - per la cui crescita occorre rafforzare il posizionamento di Ema sul mercato, sviluppare la filiera industriale campana e consolidare il rapporto con gli atenei per accrescere ricerca e competenza.

E per questo occorre l’impegno di tutte le istituzioni, ma soprattutto un iter amministrativo veloce che favorisca la nascita del distretto di metallurgia avanzata». Una richiesta che Giuseppe De Mita non intende far cadere: «C’è grande interesse per un’idea che ha il merito di nascere dal ceto produttivo e non nella testa dei politici, la cui realizzazione non può essere frustrata da procedure farraginose e inconcludenti». Sulle prospettive che potrebbero aversi in Irpinia, non meno lusinghiero è stato il giudizio del sindaco di Morra De Sanctis, Gerardo Capozza, per il quale la Ema in Irpinia è la migliore risposta al luogo comune che legge il Sud in chiave negativa: «Il nuovo distretto industriale sarà capace di generare una significativa ricaduta occupazionale in grado di dare risposte principalmente ai giovani del territorio». A proposito di giovani, che rappresentano l'80% del personale occupato, l’amministratore delegato di Ema ha anche ricordato come la sicurezza economica abbia fatto nascere ben 150 nuove famiglie, con oltre 300 bambini, molti dei quali sono accolti nell’asilo aziendale, la cui struttura funzionale è diventata insufficiente ad accogliere i piccoli.

Significative sono state anche le altre cifre evidenziate da Natale, in particolare quelle relative alla ricaduta economica sul territorio irpino; negli anni della sua presenza a Morra, la Ema ha rilasciato ben 80 milioni di euro di stipendi ai dipendenti, e altri 40 sono andati alle aziende dell’indotto. Affollato il parterre, con Giuseppe Gargani e Alberta De Simone, il Procuratore della Repubblica di Sant’Angelo dei Lombardi, Antonio Guerriero, il prossimo presidente di Confindustria Avellino, Sabino Basso, il questore Sergio Bracco, assieme a esponenti del mondo accademico, i vertici delle istituzioni e delle forze dell’ordine.

Michele Vespasiano

Il Mattino, 8 dicembre 2010


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